PAOLA (Cs) – Il piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Paola finisce al centro del dibattito politico-istituzionale. Ad accendere l’attenzione sono tre consiglieri comunali di opposizione che, con una richiesta formale trasmessa via PEC, hanno chiesto chiarimenti puntuali su alcune misure previste nel documento contabile e, soprattutto, sul loro effettivo stato di attuazione. Una vicenda che incrocia trasparenza amministrativa, sostenibilità dei conti pubblici e il delicato rapporto tra enti locali e Corte dei Conti.

La richiesta porta la firma dei consiglieri Graziano Di Natale, Giovanni Politano e Antonio Cassano, espressione di gruppi consiliari di minoranza. Il documento è indirizzato al Segretario comunale e al Presidente del Consiglio comunale di Paola, con conoscenza alla Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per la Calabria. L’oggetto è chiaro e diretto: “richiesta copia atti”.

Nel dettaglio, i consiglieri chiedono di acquisire copia della comunicazione inviata dalla Corte dei Conti al Comune di Paola (allo stato “imboscata”) in relazione ai rilievi e alle osservazioni formulate sulla proposta di modifica al piano di riequilibrio pluriennale. Una comunicazione che, secondo quanto riportato nella nota, sarebbe stata ricevuta dall’ente e che riveste un ruolo centrale nella valutazione complessiva dell’equilibrio finanziario dell’amministrazione.

La richiesta si colloca nel solco delle prerogative riconosciute ai consiglieri comunali dall’ordinamento, in particolare dal Testo unico degli enti locali, che garantisce il diritto di accesso agli atti per l’espletamento del mandato elettivo. Non si tratta, dunque, di una mera iniziativa politica, ma di un atto formale volto a verificare la coerenza tra previsioni contabili, decisioni amministrative e riscontri degli organi di controllo.

Nel documento, i firmatari richiamano alcune misure che, secondo il piano di riequilibrio rimodulato e in parte recepito dall’ultima variazione di bilancio approvata il 21 dicembre 2025, avrebbero dovuto trovare piena attuazione a partire dal 1° gennaio 2026. Tra queste, l’incremento delle entrate derivanti dagli incassi dei parcheggi a pagamento e dalla gestione delle luci votive al cimitero, con una previsione di maggiori introiti stimata in circa 400 mila euro annui.

Un secondo punto riguarda il fronte della spesa: dal nuovo anno sarebbe dovuto scattare un risparmio di circa 500 mila euro all’anno legato alla riduzione degli accantonamenti al Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), in conseguenza del passaggio della gestione del servizio idrico ad Arrical/Sorical. Un’operazione che, sulla carta, avrebbe dovuto alleggerire sensibilmente il peso di una delle voci più critiche del bilancio comunale.

Ed è proprio su questo aspetto che si concentra una delle osservazioni più rilevanti dei consiglieri. Una evidenziazione che non dovrebbe far dormire sonni tranquilli all’amministrazione comunale. Secondo quanto riportato nella richiesta, “tutte le misure non sembrano abbiano trovato concreta attuazione”, a causa della mancata adozione di specifici provvedimenti amministrativi. Da qui la domanda, tanto semplice quanto sostanziale: a che punto è l’iter amministrativo di queste misure e quali atti sono stati effettivamente adottati?

La questione assume un rilievo che va oltre il confronto politico locale. I piani di riequilibrio pluriennale rappresentano strumenti straordinari, sottoposti a un controllo stringente da parte della Corte dei Conti, pensati per consentire agli enti in difficoltà di rientrare gradualmente da situazioni di squilibrio strutturale. Ogni scostamento tra previsioni e attuazione concreta può incidere sulla credibilità dell’intero impianto e sulle valutazioni future dell’organo di controllo.

In questo contesto, la richiesta di accesso agli atti si configura come un passaggio chiave per fare chiarezza e riportare il confronto su un piano documentale e istituzionale. Un’esigenza che riguarda non solo i consiglieri comunali, ma anche i cittadini, chiamati a misurarsi con le conseguenze dirette delle scelte di bilancio: tariffe, servizi, investimenti e capacità dell’ente di programmare il futuro.

La vicenda del piano di riequilibrio di Paola solleva, ancora una volta, una domanda di fondo: quanto distanza esiste tra gli equilibri scritti nei documenti contabili e quelli reali, vissuti quotidianamente dall’ente e dalla comunità? La risposta passa dalla trasparenza degli atti e dalla chiarezza delle scelte. Perché, in finanza pubblica, come nella vita amministrativa, i numeri contano davvero solo quando diventano fatti.