ROCCA DI NETO (KR) – Un controllo mirato, puntuale, che riporta al centro dell’attenzione un tema cruciale per l’economia locale e per la tutela dei diritti fondamentali: il rispetto delle regole nel mondo del lavoro. È quanto emerso dall’operazione condotta nei giorni scorsi a Rocca di Neto dai militari della Stazione dei Carabinieri, in collaborazione con il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Crotone, nell’ambito di un’attività di autolavaggio operante sul territorio comunale.

L’ispezione ha consentito di accertare la presenza di tre lavoratori impiegati “in nero”, ossia privi di un regolare contratto di lavoro. Una violazione grave, che non si esaurisce nella dimensione amministrativa, ma incide direttamente sulla dignità delle persone coinvolte e sull’equilibrio del mercato. Per questo motivo è stata contestata una sanzione amministrativa complessiva pari a 14.200 euro.

Nel corso degli accertamenti, tuttavia, è emerso un ulteriore profilo di criticità. I titolari dell’attività non avevano infatti attivato la sorveglianza sanitaria obbligatoria prevista dalla normativa vigente in materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Un obbligo tutt’altro che formale, soprattutto in contesti operativi che espongono i lavoratori a rischi chimici, fisici e ambientali. Per tale inadempienza è stata elevata un’ulteriore sanzione di 1.420 euro.

Alla luce delle violazioni riscontrate, i militari hanno disposto anche la sospensione dell’attività imprenditoriale, misura prevista dalla legge nei casi di impiego irregolare di personale oltre determinate soglie. Un provvedimento incisivo, che mira a interrompere immediatamente situazioni di illegalità conclamata e a ristabilire condizioni di legalità e trasparenza.

L’intervento si inserisce in un più ampio piano di prevenzione e contrasto al lavoro irregolare e allo sfruttamento della manodopera predisposto dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone. Un’azione coordinata, che vede il coinvolgimento attivo del Nucleo Ispettorato del Lavoro e il costante raccordo con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio.

L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, dall’altro garantire condizioni di concorrenza leale tra le imprese che operano nel rispetto delle regole. Il fenomeno del lavoro nero continua a rappresentare una piaga strutturale in ampie aree del Paese, con ricadute pesanti non solo sul piano dei diritti individuali, ma anche su quello economico e sociale. L’assenza di contratti regolari priva i lavoratori di tutele essenziali, come la copertura assicurativa, la contribuzione previdenziale e l’accesso alla sanità del lavoro, alimentando al contempo un sistema distorto che penalizza le imprese oneste.

In questo quadro, i controlli svolti sul territorio rappresentano un segnale di presenza dello Stato, ma anche un richiamo alla responsabilità collettiva. La legalità nel lavoro non è un adempimento burocratico, bensì il fondamento di uno sviluppo sostenibile e di una comunità coesa.