VILLA SAN GIOVANNI (RC) – A Villa San Giovanni, un controllo mirato dei Carabinieri ha riportato l’attenzione su una pratica tanto diffusa quanto pericolosa: la vendita ambulante di prodotti ittici senza il rispetto delle norme igienico-sanitarie. Un intervento puntuale, condotto nel centro cittadino, ha portato al deferimento di un uomo del posto e al sequestro immediato del pesce messo in commercio in condizioni giudicate inaccettabili.
L’operazione rientra in un servizio di controllo del territorio predisposto dalla Stazione dei Carabinieri di Villa San Giovanni, con particolare riferimento alla tutela dei consumatori e alla sicurezza degli alimenti. I militari hanno sorpreso l’uomo mentre vendeva pesce al dettaglio su una pubblica via, utilizzando il vano bagagli di un’auto privata come improvvisato banco di vendita. La merce era esposta al sole, priva di ghiaccio e di qualsiasi sistema di refrigerazione, in palese violazione delle norme che regolano la conservazione dei prodotti ittici.
Un quadro che, già a prima vista, lasciava pochi margini di dubbio. Nonostante le condizioni precarie di conservazione, l’uomo era munito di bilancia e materiale per il confezionamento, pronto a servire i passanti come se si trattasse di una normale attività commerciale. Un dettaglio che evidenzia come l’assenza di autorizzazioni e di requisiti igienico-sanitari non impedisse, di fatto, l’offerta diretta al pubblico di alimenti altamente deperibili.
A supporto dell’intervento dei Carabinieri è giunto sul posto il personale veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria. Gli accertamenti tecnici hanno confermato i sospetti: il pesce è stato dichiarato totalmente inidoneo al consumo umano. La mancata osservanza della cosiddetta “catena del freddo” — elemento essenziale per prevenire la proliferazione batterica — rappresentava un serio e concreto rischio per la salute dei consumatori.
Alla luce delle valutazioni sanitarie, l’intero quantitativo di prodotto ittico è stato sequestrato e immediatamente distrutto, così da impedirne l’immissione sul mercato. Un atto dovuto, ma anche un segnale chiaro di prevenzione: quando si tratta di alimenti, l’intervento tempestivo è l’unico strumento efficace per evitare conseguenze ben più gravi.
L’uomo è stato deferito all’Autorità giudiziaria per la violazione della normativa in materia di detenzione e vendita di alimenti in cattivo stato di conservazione. Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
L’azione sinergica tra forze dell’ordine e autorità sanitarie si conferma un presidio fondamentale di legalità e tutela della salute pubblica. I controlli, spesso silenziosi ma capillari, servono non solo a reprimere comportamenti illeciti, ma anche a sensibilizzare cittadini e operatori sull’importanza del rispetto delle regole.









































