SANTO STEFANO DI ROGLIANO (CS) – Un boato nel cuore della notte, avvertito a centinaia di metri di distanza, ha squarciato il silenzio di Santo Stefano di Rogliano.
Erano circa le 3:30 quando ignoti hanno fatto esplodere il bancomat della Banca Centro Calabria, segnando un nuovo capitolo nella preoccupante sequenza di assalti agli sportelli automatici che, nelle ultime settimane, sta interessando diverse aree della Calabria. Un fenomeno che si ripete con modalità ormai consolidate e che torna ad accendere i riflettori sul tema della sicurezza, soprattutto nei piccoli centri e lungo le principali direttrici viarie.
L’episodio si è verificato nella notte appena trascorsa, quando una banda di malviventi ha preso di mira lo sportello automatico della Banca Centro Calabria, situato a ridosso della strada che collega Piano Lago a Rogliano, in una posizione strategica non lontana dallo svincolo dell’Autostrada A2 del Mediterraneo. Un’area che, proprio per la facilità di accesso e di fuga, sembra rispondere a criteri ben precisi nella scelta degli obiettivi.
Secondo una prima ricostruzione, i banditi avrebbero utilizzato dell’esplosivo per forzare il dispositivo bancomat. Il botto è stato particolarmente violento, tanto da essere percepito distintamente in un raggio di diverse centinaia di metri, svegliando numerosi residenti. Subito dopo l’esplosione, il gruppo si sarebbe allontanato rapidamente, facendo perdere le proprie tracce prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Al momento non sono stati resi noti dettagli ufficiali sull’ammontare del bottino né sull’eventuale danneggiamento strutturale dell’edificio che ospita la filiale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti e acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, utili per ricostruire l’esatta dinamica dell’assalto e individuare i responsabili.
Quello di Santo Stefano di Rogliano non è un caso isolato. Al contrario, si inserisce in una serie di episodi analoghi registrati negli ultimi giorni tra il Cosentino e il Catanzarese, delineando un quadro che desta crescente allarme. La tecnica dell’esplosivo, spesso definita “marmotta”, è ormai tristemente nota: un metodo rapido, violento e altamente distruttivo, che consente ai criminali di agire in pochi minuti, sfruttando l’effetto sorpresa e la scarsità di presidi nelle ore notturne.
Le zone colpite presentano elementi ricorrenti: sportelli collocati lungo arterie di collegamento, prossimità a svincoli autostradali, contesti periferici o semi-periferici. Elementi che suggeriscono una pianificazione accurata e una conoscenza approfondita del territorio, oltre a una preoccupante capacità di muoversi indisturbati.
Oltre al danno economico diretto per gli istituti di credito, questi assalti producono effetti più ampi e profondi. Nei centri interessati cresce il senso di insicurezza tra i cittadini, mentre le banche sono spesso costrette a sospendere il servizio bancomat per lunghi periodi, penalizzando soprattutto le fasce più anziane della popolazione e chi non ha facile accesso ai servizi digitali.
Le indagini proseguono, coordinate dalle autorità competenti, con l’obiettivo di individuare eventuali collegamenti tra i diversi episodi e risalire a gruppi organizzati che operano su scala sovracomunale. In parallelo, il tema della prevenzione torna centrale nel dibattito pubblico: dalla necessità di rafforzare i sistemi di sicurezza passiva degli sportelli, all’implementazione di controlli più incisivi sul territorio, fino al coordinamento tra forze dell’ordine e istituti bancari.









































