Comune di Belmonte Calabria

BELMONTE CALABRIA (CS) – Il dibattito politico a Belmonte Calabro torna ad accendersi sul terreno, sempre sensibile, delle politiche culturali e del turismo delle radici. Al centro del confronto, una presa di posizione netta del gruppo di maggioranza che replica alle accuse mosse dalla minoranza consiliare “Insieme si può”, dopo un post social diventato oggetto di discussione anche sulla stampa locale. Una replica articolata, dai toni fermi, che intende – nelle parole dell’Amministrazione – ristabilire i fatti e chiarire ai cittadini il senso di alcune scelte amministrative, rivendicando metodo, trasparenza e finalità pubbliche.

Il primo punto affrontato riguarda la partecipazione di un rappresentante dell’Amministrazione comunale, insieme ad altri circa trenta Comuni, a incontri istituzionali a Roma dedicati al turismo delle radici. Un’iniziativa liquidata dalla minoranza come una “gita scolastica di fine anno”, definizione che la maggioranza giudica non solo irrispettosa, ma politicamente pretestuosa. Secondo l’Amministrazione, si è trattato di una rappresentanza istituzionale pienamente legittima, finalizzata a intercettare risorse e costruire reti utili allo sviluppo territoriale.

Nel mirino delle critiche anche la presenza della consigliera Curcio, delegata alla cultura e alla promozione territoriale. La maggioranza rivendica la coerenza tra il ruolo istituzionale ricoperto e la partecipazione agli incontri, respingendo ogni accusa di autoreferenzialità o interesse personale. Anzi, proprio l’assenza di benefici individuali sarebbe, secondo la replica, il vero motivo di fastidio politico.

Sul piano della trasparenza, l’Amministrazione precisa un dato rilevante: nessun costo per il Comune. I biglietti di viaggio sarebbero stati coperti dall’associazione AICOTUR, mentre vitto, alloggio e assenza dal lavoro per due giorni sono stati sostenuti personalmente dalla delegata. Un chiarimento che punta a sgombrare il campo da sospetti e a riportare il confronto su basi fattuali.

Un altro passaggio delicato riguarda il tema degli italodiscendenti. La minoranza avrebbe criticato le realtà coinvolte nelle attività di accoglienza, oggi giudicate inadeguate, ma che in passato erano state indicate come esempi virtuosi in altri Comuni. La maggioranza sottolinea l’incoerenza di questa posizione e respinge con decisione ogni lettura che introduca una distinzione tra visitatori di “serie A” e di “serie B”.

Gli italodiscendenti, si afferma, provengono da tutto il mondo e le radici non conoscono confini geografici né gerarchie culturali. Nel 2026, viene osservato con una punta di amara ironia, ragionare in termini discriminatori appare anacronistico.

Sul fronte degli eventi e delle iniziative culturali, l’Amministrazione rivendica un criterio improntato alle risorse disponibili e alla fattibilità delle proposte, assicurando il coinvolgimento di tutte le attività del territorio senza favoritismi. La mancata partecipazione di alcuni soggetti, viene chiarito, è spesso frutto di scelte autonome e non può essere trasformata in un’accusa politica.

Ampio spazio è dedicato anche alla questione della biblioteca e del museo. La maggioranza ricorda l’ottenimento di due finanziamenti regionali: uno già concluso e pienamente operativo per il piano superiore della struttura, l’altro in fase di attuazione per il piano terra destinato al museo. Nessun abbandono degli spazi, dunque, ma un percorso di valorizzazione graduale, coerente con le risorse ottenute.

Non manca un riferimento al ruolo delle associazioni. Pur riconoscendo il lavoro svolto “in tempi non sospetti” da alcune realtà, l’Amministrazione respinge l’idea di aver mai ostacolato iniziative culturali. Al contrario, rivendica un’attenzione costante anche verso associazioni impegnate nella tutela delle tradizioni locali, dalla lingua alle commedie in vernacolo, fino ai progetti dei giovani che hanno portato il nome di Belmonte Calabro in contesti di rilievo. Una comunità plurale, si sostiene, non può essere raccontata in modo selettivo.

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