COSENZA – Nuovi e significativi sviluppi emergono sull’omicidio di Luca Carbone, il fatto di sangue che nei giorni scorsi ha scosso Cosenza, consumatosi tra via Popilia e Largo della Consulta Femminile. L’udienza di convalida del fermo nei confronti di Franco De Grandis, reo confesso del delitto, ha aperto uno scenario giudiziario complesso, nel quale si intrecciano accertamenti investigativi, valutazioni sanitarie e questioni di diritto penale sostanziale e processuale.
Nella giornata di ieri, davanti al giudice per le indagini preliminari, si è tenuta l’udienza di convalida del fermo. Un passaggio procedurale delicato, destinato non solo a verificare la legittimità del provvedimento restrittivo, ma anche a delineare il perimetro iniziale del procedimento penale.
Nel corso dell’udienza, l’avvocato Amabile Cuscino, difensore di Franco De Grandis, ha depositato una prima documentazione medica relativa alle patologie di cui l’indagato sarebbe affetto. Una produzione che, come precisato dallo stesso legale, non si esaurisce in questa fase: la difesa si è infatti riservata di trasmettere ulteriore materiale sanitario nei prossimi giorni, a supporto delle proprie richieste.
Parallelamente, sono state formalmente avviate indagini difensive, strumento previsto dall’ordinamento per consentire anche alla difesa di raccogliere elementi utili alla ricostruzione dei fatti e alla valutazione della posizione dell’indagato.
Il nodo centrale dell’udienza è stato rappresentato dall’istanza di perizia psichiatrica avanzata dalla difesa. Una richiesta articolata su due piani distinti ma strettamente connessi: da un lato, l’accertamento della capacità di intendere e di volere di Franco De Grandis al momento dei fatti; dall’altro, la verifica della compatibilità delle sue condizioni psicofisiche con il regime carcerario.
Il gip Letizia Benigno ha accolto l’istanza, disponendo la nomina di un perito. Sarà dunque un consulente tecnico nominato dal giudice a dover valutare, con criteri scientifici e nel contraddittorio delle parti, se e in che misura le condizioni dell’indagato abbiano inciso sulla sua imputabilità e se la detenzione in carcere sia compatibile con il suo stato di salute.
Una decisione che, pur non incidendo nell’immediato sulla misura cautelare, introduce un elemento destinato a pesare in modo significativo nelle prossime fasi del procedimento.
Al termine dell’udienza, il giudice ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di De Grandis. Una scelta che conferma, allo stato, la sussistenza delle esigenze cautelari previste dalla legge, in attesa degli esiti della perizia psichiatrica e degli ulteriori sviluppi investigativi.
La misura detentiva resta quindi operativa, ma il quadro non può considerarsi cristallizzato: le valutazioni peritali potrebbero infatti incidere sia sulla qualificazione giuridica del fatto sia sulle modalità di esecuzione della misura.
Sul fronte dell’accusa, la Procura della Repubblica di Cosenza, guidata dal procuratore capo Vincenzo Capomolla, contesta al momento il reato di omicidio volontario, senza aggravanti. Una qualificazione prudente, che riflette lo stato attuale delle indagini, ancora in corso di approfondimento.
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Veronica Rizzaro, che sta proseguendo gli accertamenti per chiarire in maniera puntuale la dinamica dell’omicidio e, soprattutto, per individuare il movente del delitto. Un aspetto, quest’ultimo, che resta centrale per comprendere il contesto in cui si è consumata la morte di Luca Carbone.









































