CETRARO (Cs) – Il Partito Democratico di Cetraro sollecita con forza l’intervento del Consiglio comunale sull’emergenza ordine pubblico e punta il dito contro l’azione dell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Giuseppe Aieta, ritenuta inadeguata rispetto alla gravità della situazione emersa con l’operazione “Tabula rasa” contro la criminalità organizzata.
Secondo il PD, il massimo consesso cittadino non può più restare fermo. «Il Consiglio comunale deve fare la sua parte e deve uscire dall’immobilismo in cui attualmente si ritrova a proposito dell’emergenza ordine pubblico a Cetraro», si legge nella nota diffusa dai Democratici. Una presa di posizione netta, che arriva all’indomani degli arresti di cinque soggetti – tre dei quali vicini al clan Muto – e del maxi sequestro di droga, che hanno riportato al centro dell’attenzione il peso della criminalità organizzata sul territorio.
Nel mirino del PD finisce l’amministrazione comunale, accusata di limitarsi a iniziative formali e di non assumere scelte politiche all’altezza del momento. «L’amministrazione comunale non può limitarsi a documenti di rito, ma deve assumere con consapevolezza tutte le iniziative che la gravità della situazione richiede», sottolinea il comunicato.
Critiche pesanti vengono rivolte anche alle priorità amministrative dell’esecutivo guidato da Aieta. Per il PD, il Comune è «impantanato nel groviglio burocratico della nuova struttura della Caserma dei Carabinieri» e, al tempo stesso, preferisce «spendere i soldi della legalità per eventi festaioli spesso fuorvianti e comunque inadeguati a trasmettere all’opinione pubblica il senso della drammatica situazione dell’ordine pubblico».
Il quadro descritto dai Democratici è quello di una città che non può permettersi letture riduttive del fenomeno mafioso. «Gli ultimi arresti a Cetraro per traffico di cocaina confermano la gravità della situazione dell’ordine pubblico nella nostra cittadina», afferma il PD, rivendicando al contempo il lavoro delle forze dell’ordine e della Procura della Repubblica di Paola, guidata dal procuratore Domenico Fiordalisi, definito «brillantemente» impegnato in un’azione che sta producendo «risultati significativi e rilevanti».
Un elemento, in particolare, viene evidenziato come allarmante: il legame tra le cosche locali e la ’ndrangheta reggina. «Gli arresti combinati di tre cetraresi e due reggini indicano chiaramente che le ’ndrine locali sono strettamente collegate con la ’ndrangheta reggina, madre del traffico internazionale della cocaina».
Da qui l’appello a una risposta che non sia solo repressiva ma anche culturale e politica. «La Chiesa, la Scuola, la Politica e le Istituzioni devono apertamente sostenere il proficuo lavoro svolto dagli apparati repressivi di Stato», scrive il PD, richiamando l’urgenza di interventi mirati soprattutto verso le giovani generazioni, spesso attratte «dai facili guadagni» offerti dalla criminalità organizzata.
Infine, i Democratici, sollecitano il presidente e la Giunta regionale a farsi carico di portare all’attenzione del Governo nazionale «la pericolosità della ’ndrangheta calabrese presente in ogni angolo del pianeta».
Un intervento politico duro, quello del PD di Cetraro, che chiede al Consiglio comunale e all’amministrazione Aieta di uscire dall’ambiguità e dall’inerzia, assumendo finalmente una linea chiara e coraggiosa di fronte a un’emergenza che non può più essere ignorata.
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