CATANZARO – Non più interventi frammentati o risposte emergenziali, ma percorsi strutturati capaci di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita. È questa la traiettoria indicata dal programma “Passi in avanti”, presentato dalla Regione Calabria come tassello qualificante di una politica di inclusione che guarda all’autismo e alle disabilità del neurosviluppo non come ambiti residuali, bensì come priorità di sistema. I risultati illustrati nel corso della conferenza stampa restituiscono l’immagine di un progetto che prova a coniugare visione e concretezza, risorse pubbliche e competenze del terzo settore.

«Sulla disabilità e sui disturbi dello spettro autistico stiamo facendo passi avanti, ma non sono ancora sufficienti rispetto alla complessità e alla profondità dei bisogni». Con queste parole il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha aperto la presentazione del programma “Passi in avanti”, realizzato nell’ambito del progetto “Meglio accogliere, accogliere meglio” (DGR 571/2021 – Programma Royalties Calabria). Un’iniziativa che ha visto protagonisti i Centri polivalenti delle macro-aree territoriali di Cosenza e Crotone, dedicati a giovani e adulti con disabilità del neurosviluppo.

Accanto al presidente Occhiuto, l’assessore regionale alle Politiche sociali, Pasqualina Straface, e Adriana De Luca, presidente dell’associazione “Gli altri siamo noi”, partner del programma. Un quadro istituzionale e sociale che ha messo in evidenza il valore della sussidiarietà orizzontale come leva fondamentale per rendere efficaci le politiche di welfare. «Abbiamo già destinato 1,6 milioni di euro a questo progetto e ne aggiungeremo altri», ha sottolineato Occhiuto, rivendicando l’impegno della Regione nel rafforzamento delle politiche dedicate alle persone con disabilità.

Particolare soddisfazione è stata espressa per i risultati sul fronte occupazionale: «Parliamo di ragazzi straordinari, con abilità altrettanto straordinarie, che devono emergere e diventare una risorsa per il territorio e per il sistema produttivo».

Il programma ha coinvolto complessivamente 45 destinatari tra adolescenti e giovani/adulti nelle province di Cosenza e Crotone. La scelta metodologica è stata chiara: superare la frammentazione per diagnosi, costruendo percorsi comuni di capacitazione che mettessero in relazione disabilità con bisogni complessi e disturbi dello spettro autistico. Un approccio inclusivo, orientato all’integrazione e alla valorizzazione delle potenzialità individuali.

«I risultati concreti dei due progetti – ha spiegato l’assessore Straface – dimostrano come inclusione sociale, autonomia e lavoro siano obiettivi realizzabili». Una visione che supera logiche assistenzialistiche e punta su strumenti adeguati, coerenza e progettualità di lungo periodo. Non a caso, il programma ha sviluppato oltre 7.100 ore di attività laboratoriali con personale qualificato, orientate all’acquisizione di competenze trasversali, prelavorative e professionali.

Diciotto giovani e adulti sono stati avviati a percorsi professionalizzanti nei settori della ristorazione – dalla cucina alla pasticceria – dell’agricoltura e dell’informatica. In quest’ultimo ambito sono state conseguite anche tre certificazioni EIPASS, a conferma di un investimento sulle competenze spendibili nel mercato del lavoro. I risultati occupazionali parlano chiaro: un’assunzione a tempo indeterminato, sei tirocini conclusi positivamente e altri sei in corso o in fase di avvio.

Un ulteriore elemento di rilievo è l’avvio, per la prima volta in Calabria, di un piano operativo sui disturbi dello spettro autistico e del neurosviluppo orientato all’integrazione sociosanitaria.

«Puntiamo a una presa in carico complessiva della persona – ha aggiunto Straface – lungo tutto l’arco della vita, dalla transizione all’età adulta fino all’autonomia e all’inclusione sociale». In questa prospettiva, i centri polivalenti diventano nodi strategici di una rete che coinvolge Asp, Comuni, terzo settore, cooperative e famiglie.

Dal punto di vista formativo, il programma ha garantito continuità tra scuola e vita adulta attraverso la partecipazione ai Gruppi di Lavoro Operativo (GLO) e ai Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PTCO). Oltre 900 ore di affiancamento individuale hanno consentito, tra l’altro, il passaggio da percorsi differenziati a paritari per due adolescenti e il conseguimento di titoli di istruzione riconosciuti.

Significative anche le attività socioculturali, con oltre 1.700 ore dedicate a iniziative culturali, sportive e ricreative, pensate per contrastare l’isolamento sociale. A queste si aggiungono 120 ore di formazione rivolte a familiari, operatori e professionisti sociosanitari, su temi che spaziano dall’accoglienza delle persone autistiche alla prevenzione delle patologie psichiatriche associate, fino all’affettività e alla sessualità.

«Il risultato più significativo – ha concluso Adriana De Luca – è stato l’inserimento lavorativo a tempo indeterminato di una ragazza al termine di un tirocinio: un traguardo che dimostra come questi percorsi possano tradursi in opportunità reali e sostenibili».