CORIGLIANO ROSSANO (Cs) – La sicurezza come presidio irrinunciabile dello Stato e la tutela di chi ogni giorno indossa una divisa. È questo il messaggio che ha accompagnato la visita del senatore Ernesto Rapani a Corigliano Rossano, all’indomani dell’aggressione subita da alcuni carabinieri durante un servizio di controllo del territorio. Un episodio grave, che riporta al centro del dibattito pubblico il tema della protezione degli operatori delle forze dell’ordine e della necessità di un rafforzamento strutturale della presenza istituzionale in un’area tra le più vaste e popolose della Calabria.

La visita si è svolta nella mattinata del 19 gennaio 2026 presso la caserma dei carabinieri di Corigliano Rossano. Qui il senatore Rapani, esponente di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Giustizia del Senato, ha voluto incontrare i militari rimasti feriti e l’intero comando, per esprimere solidarietà e vicinanza dopo quanto accaduto nelle ore precedenti.

Secondo quanto ricostruito, i carabinieri sono stati travolti da una motocicletta durante un’attività di controllo. Alla guida del mezzo un soggetto con precedenti penali, che non si sarebbe fermato all’alt imposto dai militari. Un gesto che ha trasformato un ordinario servizio di vigilanza in un episodio di violenza, con conseguenze fisiche per gli operatori coinvolti e un forte impatto sull’opinione pubblica locale.

Ad accogliere il parlamentare è stato il tenente colonnello Marco Filippi. Nel corso dell’incontro, Rapani ha ribadito con parole nette il valore del lavoro svolto quotidianamente dall’Arma: «Chi indossa una divisa non può essere lasciato solo». Un’affermazione che richiama una visione tradizionale ma sempre attuale dello Stato, chiamato a garantire protezione a chi ne rappresenta l’autorità sul territorio.

Il confronto in caserma non si è limitato alla solidarietà formale. Al centro del dialogo vi sono state anche le condizioni operative dei carabinieri e, più in generale, il tema della sicurezza in un’area complessa come quella di Corigliano Rossano. Il senatore ha confermato il proprio impegno a sostenere l’elevazione a Gruppo dell’attuale reparto territoriale, un passaggio organizzativo ritenuto strategico alla luce dell’estensione urbana della città, del numero di abitanti – tra i più alti della regione – e dei recenti episodi criminali che hanno acceso i riflettori sulla Sibaritide.

Rafforzare gli organici e le strutture, secondo Rapani, non rappresenta solo una risposta emergenziale, ma una scelta di programmazione che guarda al futuro. In un territorio in continua espansione, con dinamiche sociali ed economiche complesse, la presenza dello Stato deve essere adeguata e visibile, capace di prevenire e non soltanto di intervenire.

Altro tema affrontato nel corso dell’incontro è stato quello della vigilanza sui cantieri del nuovo ospedale della Sibaritide. Le strutture, più volte colpite da incendi negli ultimi mesi, richiedono un presidio costante che oggi impegna personale delle forze dell’ordine in servizi di sorveglianza fissa. Il senatore ha richiamato l’ipotesi di un maggiore coinvolgimento dell’Esercito, a supporto delle attività di controllo, soluzione che consentirebbe di liberare risorse preziose da destinare al pattugliamento del territorio e al contrasto della criminalità diffusa.

La sicurezza dei cantieri, infatti, non è solo una questione di ordine pubblico, ma un nodo strategico per il futuro della sanità calabrese. Proteggere un’infrastruttura destinata a diventare punto di riferimento per un’area vasta significa difendere un investimento pubblico e il diritto dei cittadini a servizi sanitari adeguati.

La visita di Ernesto Rapani a Corigliano Rossano assume così un valore che va oltre il singolo episodio di cronaca. È il segnale di un’attenzione istituzionale che richiama alla responsabilità collettiva: senza sicurezza non c’è sviluppo, senza tutela delle forze dell’ordine non c’è Stato. In un territorio che chiede risposte concrete, il rafforzamento delle strutture e il sostegno a chi opera in prima linea restano la misura più credibile dell’impegno pubblico.