SCALEA (Cs) – Un viaggio nella memoria collettiva che non si limita a custodire il passato, ma lo rilegge con strumenti contemporanei per parlare al futuro. Si è concluso con una partecipazione ampia e sentita “La Torre si racconta – Il bene culturale incontra il digitale per un turismo sostenibile ed esperienziale”, il progetto promosso dal Comune di Scalea e finanziato nell’ambito del PAC 2014/2020 – Azione 6.8.3 della Regione Calabria.
Dal 9 al 17 gennaio 2026, nei saloni dello storico Palazzo dei Principi Spinelli, la città è stata protagonista di un percorso culturale articolato, fatto di incontri, narrazioni e momenti di condivisione, con al centro la Torre Talao e la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale di Scalea. Un’iniziativa capace di intrecciare memoria storica, promozione culturale e nuovi linguaggi, restituendo alla comunità una visione viva e partecipata dei propri luoghi simbolo.
Cuore del progetto è stata la Mostra Multimediale Immersiva, che ha registrato una straordinaria affluenza di visitatori di tutte le età. Grazie a un allestimento innovativo, arricchito anche dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale, la mostra ha raccontato la storia della Torre Talao attraverso immagini, suoni e narrazione, trasformando la visita in un’esperienza coinvolgente e accessibile.
I contenuti multimediali sono stati realizzati dal prof. Gianfranco Confessore, eccellenza calabrese, sulla base dei testi storici del volume del prof. Antonio Valente “L’Insula parva di Scalea e la Torre di Mare detta Talao” (Gridei Edizioni, 2021). Il coordinamento e la realizzazione dell’intero progetto sono stati affidati alla DRB Srl di Beniamino Chiappetta, società specializzata nell’organizzazione di eventi culturali e artistici.
Particolarmente intensa la tappa conclusiva, svoltasi sabato 17 gennaio con l’evento “Memorie e Suoni”. Una serata che ha saputo unire riflessione antropologica, racconto orale e musica, offrendo uno sguardo autentico sulla città, costruito non solo sui fatti storici, ma anche sulle tradizioni e sulle memorie custodite dalla comunità. Il documentarista dell’Università della Calabria Gianfranco Donadio ha guidato il pubblico in una lettura profonda del rapporto tra memoria collettiva e identità, sottolineando come i luoghi non siano semplici contenitori del passato, ma spazi dinamici attraversati da relazioni e narrazioni in continua evoluzione.
Di grande valore anche il contributo dell’Associazione culturale “Cara, Vecchia Scalea”, che ha riportato al centro storie e testimonianze di vita quotidiana, restituendo un ritratto sincero della Scalea di ieri e di oggi. A suggellare la serata, le sonorità antiche dei Sinafe Medieval, capaci di creare un dialogo evocativo tra passato e presente, tra pietra e suono.
«Questo progetto ha rappresentato un esempio concreto di come la cultura possa diventare uno strumento strategico per la crescita complessiva di una comunità», ha affermato il sindaco di Scalea Mario Russo, sottolineando come “La Torre si racconta” abbia generato coesione, senso di appartenenza e nuove opportunità per il territorio. Una visione condivisa anche dall’assessore alla Cultura Annalisa Alfano, che ha definito l’iniziativa «un percorso culturale e umano capace di restituire valore alla memoria come bene vivo», evidenziando la grande partecipazione registrata in tutti gli appuntamenti, dalle attività con le scuole fino alla serata conclusiva.
Il progetto ha visto la collaborazione di UNPLI – Comitato Provinciale di Cosenza, GAL Riviera dei Cedri, Pro Loco di Scalea e Associazione Punto Luce, oltre al contributo prezioso delle scuole del territorio, che hanno favorito la partecipazione attiva degli studenti alla mostra immersiva.
“La Torre si racconta” si conclude lasciando in eredità una consapevolezza chiara: la cultura, quando è costruita con competenza, visione e partecipazione, diventa un motore di sviluppo e uno strumento di coesione. A Scalea, la memoria non è rimasta immobile, ma ha trovato nuove voci per continuare a raccontarsi, indicando una strada in cui tradizione e innovazione possono camminare insieme.









































