REGGIO CALABRIA – Legalità come presidio quotidiano e sicurezza come diritto esigibile, non come promessa astratta. È il messaggio che accompagna l’operazione “Car-Cash”, condotta nelle ultime ore ad Arghillà, a Reggio Calabria (https://www.calabriainchieste.it/2026/01/20/reggio-calabria-maxi-operazione-dei-carabinieri-17-misure-cautelari-contro-unorganizzazione-dedita-ai-furti-dauto/) e commentata dall’europarlamentare calabrese Denis Nesci con parole nette di riconoscimento istituzionale e di visione prospettica. Un’azione investigativa complessa, che riafferma la presenza dello Stato e, al contempo, richiama la necessità di politiche strutturali per i territori più fragili.
«Desidero esprimere il mio più sentito plauso all’Arma dei Carabinieri e alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria per la maxi operazione “Car-Cash”», dichiara Nesci, sottolineando il valore di un lavoro investigativo «complesso e articolato», messo in campo a tutela dei cittadini onesti e della sicurezza del territorio. L’attività ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, di reati legati ai furti di autovetture, alla ricettazione, alle estorsioni attraverso il cosiddetto “cavallo di ritorno”, nonché alla detenzione e al porto abusivo di armi.
L’operazione si inserisce in un contesto delicato, dove il contrasto alla criminalità organizzata e diffusa richiede continuità, rigore e coordinamento tra forze dell’ordine e magistratura. In questo senso, il plauso dell’europarlamentare non è un atto formale, ma il riconoscimento del ruolo centrale delle istituzioni nel garantire condizioni di sicurezza che incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone.
«La risposta dello Stato è netta e deve restare ferma», prosegue Nesci, rimarcando un punto dirimente del dibattito pubblico: «legalità e sicurezza non sono parole astratte, ma diritti concreti delle famiglie, dei lavoratori, degli anziani, di chi ogni giorno subisce furti, intimidazioni e paura». Un richiamo che restituisce concretezza all’azione repressiva, legandola alla tutela di chi vive e lavora nel territorio e ne subisce le conseguenze quando l’illegalità si insinua nella quotidianità.
Allo stesso tempo, l’europarlamentare introduce una precisazione di metodo e di sostanza, che evita semplificazioni e generalizzazioni: «la lotta alla criminalità non può e non deve mai trasformarsi in una stigmatizzazione collettiva di un quartiere o di una comunità». Le responsabilità, ribadisce, «sono sempre individuali» e vanno accertate «nelle sedi giudiziarie, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza». Un passaggio che tiene insieme fermezza e garanzie, sicurezza e Stato di diritto.
Il riferimento ad Arghillà, quartiere spesso al centro delle cronache, diventa così l’occasione per un discorso più ampio. «Ha bisogno di sicurezza, certamente», afferma Nesci, «ma anche di un piano serio e strutturale di rigenerazione urbana e sociale». Scuola, servizi, lavoro, presidio educativo, riqualificazione degli spazi: sono gli assi indicati per costruire una legalità che non sia soltanto repressiva, ma capace di tradursi in opportunità reali.
È una visione che guarda oltre l’emergenza e che richiama il valore delle politiche pubbliche di lungo periodo. La sicurezza, in questa prospettiva, non è disgiunta dall’inclusione sociale né dalla qualità dei servizi; al contrario, si rafforza quando lo Stato è percepito come presenza costante, credibile e vicina ai cittadini. «Solo così», conclude l’europarlamentare, «si costruisce una presenza dello Stato forte, credibile e duratura».
L’operazione “Car-Cash” segna un passaggio importante nel contrasto alle attività criminali nel territorio reggino e riapre una riflessione necessaria: la legalità si difende con l’azione investigativa e giudiziaria, ma si consolida con politiche sociali e urbane capaci di dare futuro ai quartieri. È in questo equilibrio, tra rigore e responsabilità, che lo Stato dimostra di essere davvero presente.









































