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Ciclone Harry, l’allarme della Camera di Commercio: Falbo al fianco delle imprese colpite in Calabria

Dalla costa ionica a Catanzaro, danni ingenti al tessuto economico. Il presidente Falbo: “Le imprese non saranno lasciate sole”

CATANZARO – L’impatto del ciclone Harry sulla Calabria ha lasciato dietro di sé uno scenario che va oltre l’emergenza meteo e chiama in causa la tenuta economica e sociale di interi territori. A poche ore dalla notte più difficile, segnata da mareggiate violente, piogge torrenziali e venti impetuosi, arriva la presa di posizione della Camera di Commercio di Catanzaro Crotone Vibo Valentia, che esprime forte preoccupazione per le conseguenze dell’evento calamitoso e ribadisce la propria vicinanza alle comunità e alle imprese colpite.

A farsi portavoce di questo messaggio è il presidente Pietro Falbo, che descrive senza enfasi, ma con realismo, la portata di quanto accaduto soprattutto lungo la fascia ionica del crotonese e del catanzarese, fino alla città di Catanzaro e al suo litorale. Una notte di paura che ha messo a dura prova infrastrutture, attività produttive e servizi essenziali, restituendo l’immagine di un territorio fragile, ancora una volta esposto alla forza di eventi climatici sempre più estremi.

Il quadro tracciato dal presidente Falbo parla di lungomari invasi dal mare, strade trasformate in fiumi, alberi abbattuti, automobili sommerse e numerose attività commerciali seriamente danneggiate. Un colpo duro per un tessuto economico già messo alla prova da anni complessi, tra rincari, incertezze e transizioni non sempre accompagnate da adeguati strumenti di sostegno. L’elemento che, in questo frangente, offre un primo motivo di sollievo è l’assenza, allo stato, di danni alle persone. Un dato che non attenua però la gravità delle ricadute economiche e produttive.

Falbo non nasconde l’apprensione per le pesanti ripercussioni che il ciclone Harry sta producendo e potrà produrre sulle imprese e sugli operatori economici. Molte attività si trovano oggi a fare i conti con danni strutturali, perdite di merci, interruzioni forzate dell’operatività e un’incertezza che rischia di protrarsi nel tempo. In questo contesto, la Camera di Commercio ha voluto esprimere una solidarietà concreta, rivolta non solo agli imprenditori, ma anche ai lavoratori che vedono improvvisamente compromessa la propria quotidianità.

Il messaggio centrale lanciato dal presidente Falbo è chiaro: le imprese non saranno lasciate sole. Prima di ogni intervento, tuttavia, sarà necessario attendere l’esito dei rilievi e degli accertamenti delle autorità competenti, per quantificare con precisione i danni e individuare il numero delle attività coinvolte. Solo su basi solide e documentate sarà possibile costruire misure di sostegno efficaci, tempestive e realmente utili alla ripartenza dell’economia locale.

In quest’ottica, la Camera di Commercio annuncia l’attivazione di un canale diretto e costante con la Prefettura e con la Protezione Civile, al fine di monitorare l’evoluzione della situazione e garantire un’azione coordinata con i provvedimenti operativi e normativi che verranno adottati per fronteggiare l’emergenza. Un approccio istituzionale che richiama un modo di operare collaudato: fare rete, rispettare le competenze e intervenire con pragmatismo, senza proclami.

Non manca, nelle parole di Falbo, un ringraziamento sentito alla Regione Calabria, alla Prefettura, alla Protezione Civile, alle Forze dell’ordine, alla Polizia locale, ai Vigili del Fuoco e ai volontari che hanno operato senza sosta per mettere in sicurezza il territorio, soccorrere la popolazione e avviare le prime operazioni di ripristino. È in questi momenti che il valore delle istituzioni e del servizio pubblico emerge con maggiore evidenza, ricordando quanto sia fondamentale preservare e rafforzare queste strutture.

La conclusione del presidente Falbo assume il valore di un impegno formale: la Camera di Commercio c’è e intende confermare il proprio ruolo di presidio istituzionale al fianco del territorio, delle imprese e delle comunità locali. Superare questa fase di criticità richiederà tempo, risorse e visione, ma anche la capacità di imparare dal passato per costruire un futuro più resiliente. Perché se il maltempo non si può evitare, una risposta organizzata e lungimirante resta il miglior argine possibile.