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Maltempo in Calabria, Rosa e Pitaro: «Pieno sostegno a Occhiuto per lo Stato di Emergenza»

Sulle devastazioni causate da mareggiate e frane, gli esponenti regionali chiedono unità istituzionale e risposte rapide da Roma: «La Calabria non può essere lasciata sola»

COSENZA – Le immagini che arrivano dalla Calabria parlano da sole: mare in tempesta che invade i litorali, piogge torrenziali che innescano frane nelle aree interne, infrastrutture e attività economiche messe a dura prova. Un quadro che riaccende il dibattito sulla fragilità strutturale del territorio e sulla necessità di strumenti straordinari per affrontare eventi meteorologici sempre più violenti e frequenti.

È in questo contesto che gli onorevoli Riccardo Rosa e Vito Pitaro intervengono con una presa di posizione netta, esprimendo «forte vicinanza ai nostri concittadini» colpiti dal maltempo e annunciando il pieno e convinto sostegno alla decisione del presidente della Regione Roberto Occhiuto di richiedere ufficialmente al Governo il riconoscimento dello Stato di Emergenza per l’intero territorio calabrese.

Secondo Rosa e Pitaro, la richiesta avanzata dal governatore non è solo legittima, ma necessaria. Gli eccezionali eventi meteorologici degli ultimi giorni hanno prodotto danni ingenti e diffusi, che non possono essere gestiti con gli strumenti ordinari. «Siamo al fianco del Presidente in questa battaglia necessaria presso il Governo centrale – sottolineano – perché la Calabria ha subito colpi durissimi e ha bisogno di risposte immediate».

Il nodo centrale, evidenziato dai due esponenti politici, è la fragilità strutturale del territorio calabrese. Un dato noto da decenni, ma che oggi si manifesta con una forza rinnovata alla luce dei cambiamenti climatici. Mareggiate violente lungo le coste e smottamenti nelle zone interne non rappresentano più episodi isolati, bensì segnali di una vulnerabilità sistemica che richiede un cambio di passo. «Non può più essere affrontata con la logica dell’ordinario – affermano –. Gli eventi estremi a cui abbiamo assistito dimostrano che serve un piano d’urto immediato».

In questa prospettiva, il riconoscimento dello Stato di Emergenza viene indicato come il primo, indispensabile passo. Non una soluzione in sé, ma una condizione necessaria per attivare risorse straordinarie, garantire ristori rapidi a chi ha perso tutto e avviare gli interventi più urgenti di messa in sicurezza dei punti critici: strade, argini, versanti instabili, reti di servizi essenziali.

Accanto alla dimensione politica e istituzionale, Rosa e Pitaro pongono l’accento sul lavoro svolto sul campo nelle ore più difficili. Un ringraziamento esplicito va alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’Ordine e ai sindaci che «sono rimasti in trincea» per proteggere le proprie comunità. Un impegno che ha permesso di limitare i rischi per la popolazione e di fronteggiare le emergenze più acute, spesso in condizioni operative complesse.

Il messaggio finale è un appello alla responsabilità collettiva. Di fronte a una calamità che ha colpito l’intera regione, gli onorevoli chiedono a tutte le forze politiche di superare divisioni e schieramenti. «È il momento di fare fronte comune – ribadiscono – affinché Roma risponda con la celerità e le risorse che la Calabria merita». Una richiesta che va oltre l’emergenza contingente e chiama in causa una strategia di lungo periodo per la tutela del territorio e la prevenzione del rischio.

La partita dello Stato di Emergenza si gioca ora sul terreno del rapporto tra territori e Governo centrale. In un’epoca segnata da eventi climatici estremi, la capacità di dare risposte rapide e strutturate non è solo una questione amministrativa, ma una misura della credibilità delle istituzioni. Per la Calabria, duramente colpita, è anche un banco di prova per trasformare l’emergenza in occasione di cambiamento.