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Carabinieri di Catanzaro, tolleranza zero sugli abusi edilizi: due interventi lampo a difesa del paesaggio

Dalla costa al territorio montano, controlli serrati e sanzioni immediate: l’Arma rafforza la tutela ambientale e ribadisce il rispetto delle regole

CATANZARO – Nei primi giorni del 2026 il Comando provinciale dei Carabinieri di Catanzaro conferma una linea chiara e coerente: nessuna tolleranza verso l’abusivismo edilizio e massima attenzione alla salvaguardia del paesaggio. Due interventi rapidi, condotti in contesti territoriali diversi ma accomunati dalla medesima gravità delle violazioni, testimoniano un’azione di presidio costante e un approccio operativo improntato alla tempestività e all’efficacia.

La tutela dell’ambiente, del resto, non è un tema astratto né rinviabile. In una regione dalla straordinaria ricchezza naturalistica come la Calabria, il rispetto delle norme urbanistiche e paesaggistiche rappresenta un dovere collettivo e un presidio di legalità. È in questo quadro che si collocano le operazioni condotte nei primi giorni dell’anno, a conferma di un impegno che non conosce pause.

Il primo intervento è scattato a Nocera Terinese, dove i Carabinieri del Nucleo Forestale hanno individuato lavori edilizi avviati in totale assenza di autorizzazioni. L’area interessata è sottoposta a un rigido vincolo paesaggistico, a tutela di un contesto ambientale di particolare pregio. Nonostante ciò, erano già in corso opere che rischiavano di alterare in modo significativo l’equilibrio del territorio. Due le persone denunciate, ritenute responsabili di aver dato avvio agli interventi senza alcun titolo abilitativo.

L’azione è stata immediata. I militari hanno bloccato i lavori prima che il danno potesse aggravarsi, impedendo ulteriori compromissioni dell’area. Un intervento che va letto non solo come repressione di un illecito, ma anche come affermazione concreta di un principio: il territorio non è terra di conquista e la tutela del paesaggio non può essere sacrificata a interessi individuali o a scorciatoie illegali.

Il secondo episodio si è verificato a Carlopoli, nel cuore dell’entroterra. Qui i Carabinieri Forestali di Serrastretta hanno sospeso i lavori di un’impresa edile impegnata in opere non autorizzate su un terreno privato. Anche in questo caso, le verifiche hanno accertato la mancanza dei necessari permessi. Per l’azienda è scattata una sanzione amministrativa di 20.000 euro, accompagnata dallo stop immediato alle attività.

Un provvedimento significativo, sia per l’entità della multa sia per il messaggio che porta con sé. L’abusivismo edilizio, soprattutto quando coinvolge operatori economici strutturati, non è una semplice irregolarità formale: è un comportamento che mette a rischio l’integrità del territorio, altera il paesaggio e mina la fiducia nelle regole. La risposta delle forze dell’ordine, in questo senso, è stata ferma e inequivocabile.

Le due operazioni, pur diverse per contesto e modalità, convergono in un punto essenziale: la presenza costante dell’Arma sul territorio e la volontà di intervenire senza esitazioni contro ogni forma di illegalità ambientale. Un lavoro silenzioso, spesso lontano dai riflettori, ma decisivo per la difesa di un patrimonio che appartiene all’intera collettività.

C’è anche un valore culturale in queste azioni. Il rispetto delle norme urbanistiche e paesaggistiche non è un ostacolo allo sviluppo, bensì una sua condizione. Proteggere l’ambiente significa investire nel futuro, garantendo che crescita economica e tutela del territorio possano procedere insieme, secondo un equilibrio che affonda le radici nella tradizione ma guarda con responsabilità alle generazioni che verranno.

Gli interventi di Nocera Terinese e Carlopoli ricordano che la legalità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana fatta di controlli, prevenzione e, quando necessario, sanzioni. È una strada impegnativa, ma indispensabile. Perché il paesaggio, una volta compromesso, difficilmente può essere restituito alla sua integrità originaria. E difenderlo oggi significa non doverne rimpiangere domani la perdita.