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Ciclone Harry, i Carabinieri presidiano la costa devastata: notte di vigilanza contro gli sciacalli

Centinaia di militari tra soccorso e prevenzione dei furti: dalle evacuazioni ai servizi antisciaccallaggio sul litorale ionico di Catanzaro, Sellia Marina e Soverato

CATANZARO – Quando il mare ha invaso le strade e il vento ha abbattuto alberi e strutture, loro erano già lì. Centinaia di Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro hanno operato senza sosta durante l’emergenza provocata dal ciclone Harry, garantendo soccorso alla popolazione e vigilando contro chi avrebbe potuto approfittare del caos per saccheggiare attività commerciali devastate dalla furia degli elementi. Un impegno che ha raggiunto il suo apice nella notte tra mercoledì e giovedì, quando decine di pattuglie con i lampeggianti accesi hanno presidiato l’intera costa ionica, da Soverato a Botricello, per proteggere esercizi commerciali ridotti in macerie dalla violenza del mare.

L’operazione è partita in anticipo, già dalle prime ore di martedì, quando la Protezione Civile Nazionale ha diramato l’allerta rossa per l’arrivo del ciclone. Il Comando Provinciale di Catanzaro ha immediatamente disposto una forte intensificazione dei servizi esterni, con decine di pattuglie dislocate lungo tutto il litorale ionico e nell’entroterra. L’obiettivo era chiaro: coadiuvare i sindaci nell’attuazione delle direttive precauzionali dell’Autorità di Governo e partecipare al monitoraggio del Centro Coordinamento Soccorsi, attivato dalla Prefettura.

Il ciclone Harry si è rivelato un fenomeno meteorologico straordinario. Come ha spiegato Domenico Costarella, capo del dipartimento di Protezione Civile regionale, nelle ultime quarantotto-sessanta ore sono caduti oltre cinquecentosettanta millimetri di pioggia nell’entroterra catanzarese e vibonese. Una quantità impressionante, pari a circa la metà della precipitazione media annua della zona. Il risultato è stato devastante: centinaia di persone evacuate lungo tutta la costa ionica, innumerevoli interventi per alberi caduti, piccoli smottamenti, danni causati dal forte vento e dalla mareggiata, con sospensione della viabilità stradale in diversi punti.

Ma lo sforzo maggiore dei Carabinieri si è concentrato proprio dalle primissime ore di mercoledì. Già da martedì sera, il Comando Provinciale aveva fatto confluire abbondanti rinforzi a Catanzaro Lido, Sellia Marina e Soverato, con lo scopo di garantire la massima assistenza ai cittadini dopo la devastazione della notte. A Catanzaro Lido il quadro è stato drammatico: le onde hanno superato le barriere di protezione, invadendo l’area portuale, le carreggiate, i parcheggi e sommergendo abitazioni ed esercizi commerciali. Nella mattinata di mercoledì duecentosettanta famiglie erano isolate, senza energia elettrica, circondate dall’acqua. I militari hanno aiutato la popolazione a rimanere in zone di sicurezza, evitando pericolosi assembramenti di curiosi nelle aree maggiormente allagate, e hanno fornito manforte a tutte le operazioni di ripristino delle zone alluvionate, presidiando le zone di accesso e fornendo assistenza alle persone in difficoltà.

La situazione è tornata lentamente alla normalità solo dopo lo sblocco del canale ostruito dalla sabbia, che ha favorito il deflusso delle acque. Ma per molti il danno era ormai fatto. Ringhiere divelte e panchine in cemento sono state trasportate dalla violenza del mare, mentre commercianti e residenti hanno assistito impotenti alla distruzione degli investimenti di una vita.

Nella notte tra mercoledì e giovedì è scattata la fase più delicata dell’operazione dei Carabinieri: i servizi antisciaccallaggio. Decine di pattuglie hanno presidiato tutta la costa ionica, da Soverato a Catanzaro Lido, fino ad arrivare a Botricello, al confine del territorio provinciale. Con i lampeggianti accesi, i militari hanno vigilato senza sosta sugli esercizi commerciali devastati dalla forza del mare, per evitare che malintenzionati approfittassero del caos per mettere a segno furti e saccheggi. Una presenza costante, in condizioni meteorologiche ancora difficili, che ha richiesto uomini e mezzi per ore consecutive.

Il fenomeno dello sciacallaggio durante le emergenze rappresenta un problema ricorrente in Italia. Dopo terremoti, alluvioni e mareggiate, non mancano mai episodi di furti in abitazioni evacuate o attività commerciali danneggiate. La presenza dei Carabinieri lungo la costa ionica ha svolto una funzione preventiva fondamentale, scoraggiando possibili tentativi di razzia in un momento in cui molti titolari di esercizi commerciali erano impossibilitati a raggiungere le proprie attività.

I servizi di soccorso alla popolazione proseguiranno anche nelle prossime ore, fino al ristabilimento di una situazione di maggiore normalità. I militari dell’Arma continuano a collaborare con i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile regionale e le amministrazioni comunali per garantire il deflusso delle acque, liberare le strade da detriti e alberi caduti, verificare la stabilità degli edifici. Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ha sottolineato che «la priorità assoluta resta la sicurezza delle persone», evidenziando come fortunatamente non si siano registrati vittime o feriti, nonostante i danni rilevanti alle strutture.

L’emergenza provocata dal ciclone Harry ha messo in luce ancora una volta il ruolo centrale dei Carabinieri nella gestione delle calamità naturali. Non solo presenza sul territorio, ma capacità di coordinamento, prontezza operativa, vicinanza concreta ai cittadini nei momenti più difficili. Un’azione che va oltre la semplice funzione di ordine pubblico e si traduce in supporto diretto alle comunità colpite, in un territorio storicamente fragile dal punto di vista idrogeologico.

Mentre la Calabria conta i danni di un evento che ha lasciato il segno – con la Regione che procede alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale – rimane aperta una domanda: siamo davvero preparati ad affrontare fenomeni estremi che, secondo gli esperti, diventeranno sempre più frequenti? La risposta delle istituzioni e delle forze dell’ordine in queste ore è stata pronta ed efficace, ma la vera sfida è costruire una resilienza strutturale del territorio, capace di ridurre l’impatto di eventi che la natura, con crescente intensità, continua a scatenare.