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Crotone, DASPO a un tifoso del Team Altamura: fermato con un fumogeno prima della gara allo Scida

Provvedimento del Questore Panvino dopo i controlli sulla SS 106: divieto di accesso agli stadi per un anno per un 37enne altamurano

CROTONE – La prevenzione passa anche dai controlli silenziosi, quelli che non finiscono sotto i riflettori ma che fanno la differenza nel garantire sicurezza e ordine pubblico. È in questo solco che si colloca il provvedimento di Divieto di Accesso alle manifestazioni Sportive (DASPO) emesso a Crotone nei confronti di un tifoso del Team Altamura, a seguito dell’incontro di calcio Crotone–Team Altamura, valido per il campionato di Lega Pro Girone C.

Il provvedimento porta la firma del Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino, ed è il risultato di un’attività di controllo svolta prima del fischio d’inizio della gara, disputata il 10 gennaio 2026 allo stadio “Ezio Scida”. Un intervento che, ancora una volta, conferma come la sicurezza negli stadi non sia affidata all’improvvisazione, ma a un lavoro strutturato e puntuale.

Poco prima dell’inizio dell’incontro, lungo la Strada Statale 106, in un’area destinata al pre-filtraggio e al controllo dei veicoli dei tifosi ospiti, il personale della Polizia di Stato, impegnato nei servizi di ordine e sicurezza pubblica connessi all’evento sportivo, ha fermato un’autovettura con a bordo tre sostenitori della squadra pugliese.

Durante i controlli di routine, l’atteggiamento particolarmente agitato degli occupanti ha indotto gli agenti ad approfondire gli accertamenti. La perquisizione del veicolo ha portato al rinvenimento, occultato nel bagagliaio, di un fumogeno, classificato come artificio pirotecnico di categoria P1. A rivendicarne la proprietà è stato uno dei tre tifosi, un uomo di 37 anni residente ad Altamura.

Secondo quanto ricostruito dagli operatori, il fumogeno sarebbe stato verosimilmente acceso all’interno del settore ospiti dello stadio. Un’ipotesi che, se concretizzata, avrebbe potuto generare un serio pericolo per l’incolumità dei tifosi presenti, concentrati in uno spazio ristretto, oltre che per gli steward e il personale addetto alla sicurezza.

La normativa è chiara: la detenzione di artifici pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive, anche nei luoghi di transito verso l’impianto, costituisce reato. Per questo motivo il 37enne è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Crotone. La legge prevede, in casi analoghi, la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa compresa tra 1.000 e 5.000 euro.

Parallelamente all’azione penale, è scattata la misura di prevenzione. La Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Crotone ha curato l’istruttoria che ha portato all’emissione del DASPO, disposto per la durata di un anno.

Il provvedimento vieta al tifoso di accedere a tutti gli impianti sportivi del territorio nazionale durante lo svolgimento degli incontri di calcio. Una misura afflittiva, ma soprattutto preventiva, pensata per interrompere sul nascere comportamenti potenzialmente pericolosi e per tutelare la sicurezza collettiva.

L’episodio si inserisce in un piano più ampio di prevenzione e controllo voluto dal Questore Panvino, in qualità di Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza. L’obiettivo è chiaro: consentire alla comunità di vivere lo stadio come un luogo di sport e condivisione, non come un terreno di rischio.

In un calcio che ambisce a riconquistare famiglie e giovani sugli spalti, il rispetto delle regole resta un passaggio obbligato. La tradizione sportiva italiana insegna che il tifo può essere acceso senza essere pericoloso. Il futuro, invece, passa da una responsabilità condivisa: istituzioni vigili, forze dell’ordine presenti e tifosi consapevoli che la passione non giustifica mai comportamenti che mettano a rischio la sicurezza di tutti.