STEFANOCONI (Vv) – Un’operazione di controllo del territorio condotta con metodo e coordinamento ha portato, nella mattinata del 21 gennaio, all’arresto di una persona a Stefanaconi, nel cuore del Vibonese. I Carabinieri hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale clandestino nascosto nel cortile di un’abitazione privata, facendo emergere un quadro di illiceità articolato che va ben oltre la sola detenzione illegale di armi.
L’intervento è stato eseguito dai militari della Stazione dei Carabinieri di Sant’Onofrio, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e del Nucleo Carabinieri Forestale di Vibo Valentia. Un’azione congiunta che si inserisce nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto ai reati predatori e al traffico illecito di armi, considerate una priorità per la sicurezza pubblica.
Durante la perquisizione domiciliare, scattata a seguito di specifiche attività info-investigative, i militari hanno scoperto diverse armi e munizioni abilmente occultate, in parte sotterrate all’interno di tubi nascosti nel cortile dell’abitazione. Un espediente che lascia poco spazio a interpretazioni: non si trattava di una custodia occasionale, ma di un tentativo deliberato di eludere i controlli.
Nel dettaglio, sono stati rinvenuti un fucile doppietta calibro 12 con matricola abrasa, un fucile monocanna calibro 20 anch’esso con matricola abrasa, una carabina, 112 munizioni di vario calibro e un’ottica per fucile. Tutto materiale immediatamente sottoposto a sequestro, in quanto detenuto illegalmente e potenzialmente destinato a usi illeciti.
Alla luce di quanto emerso, la persona coinvolta è stata tratta in arresto con l’accusa di ricettazione e detenzione di armi clandestine. Reati gravi, che la normativa vigente considera di particolare allarme sociale, soprattutto in territori dove il controllo della circolazione delle armi rappresenta un presidio essenziale di legalità.
Ma il quadro emerso durante l’operazione non si è fermato qui. Nel corso degli accertamenti, i Carabinieri hanno riscontrato ulteriori irregolarità che hanno portato a una denuncia in stato di libertà per abusivismo edilizio e maltrattamento di animali. All’interno della proprietà, infatti, erano custoditi sei cani da caccia in condizioni igienico-sanitarie giudicate precarie, incompatibili con il benessere animale previsto dalla legge.
Gli animali sono stati immediatamente sottratti alla disponibilità del proprietario e affidati a un canile convenzionato, dove potranno ricevere cure adeguate e assistenza veterinaria. Un passaggio che sottolinea come l’operazione abbia avuto anche una rilevante valenza sul piano della tutela degli animali, oltre che della sicurezza pubblica.
Ultimate le formalità di rito, l’arrestato è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Casa Circondariale di Vibo Valentia, su disposizione della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, che coordina le indagini. Come previsto dall’ordinamento, la persona arrestata è da ritenersi presunta innocente fino a eventuale sentenza definitiva.
L’operazione di Stefanaconi conferma l’attenzione costante delle forze dell’ordine verso il controllo capillare del territorio, soprattutto nelle aree dove il possesso illegale di armi può alimentare fenomeni criminali più ampi. Interventi come questo dimostrano come la prevenzione passi anche da attività meno appariscenti, ma decisive, fondate su conoscenza del contesto locale e collaborazione tra reparti specializzati.
In un tempo in cui la sicurezza non può essere data per scontata, il sequestro di armi clandestine e la tutela di soggetti vulnerabili, come gli animali maltrattati, rappresentano due facce della stessa responsabilità istituzionale: garantire il rispetto della legge e la protezione della collettività, senza abbassare la guardia.









































