CROTONE – Credeva di essersi lasciato alle spalle il passato e, soprattutto, le forze dell’ordine. Aveva scelto Crotone come rifugio, lontano dalla Locride, conducendo una vita apparentemente tranquilla in un appartamento in affitto. Ma la latitanza di un uomo ricercato per violenza sessuale ai danni di un minorenne si è interrotta bruscamente grazie a un’operazione complessa e riservata dei Carabinieri, culminata in un arresto che segna un passaggio di rilievo sul piano investigativo e sociale.
L’operazione, è stata condotta dai militari della Compagnia dei Carabinieri di Locri con il supporto dei colleghi della Compagnia di Crotone, sotto il costante coordinamento della Procura Generale di Reggio Calabria. Fin dalle prime fasi, la gravità dei reati contestati e la pericolosità del soggetto hanno imposto il massimo riserbo e una cautela operativa assoluta.
Il latitante, pienamente consapevole di essere ricercato, aveva adottato uno stile di vita improntato alla più rigida discrezione. Cambiava frequentemente domicilio, limitava al minimo i contatti con familiari e conoscenti e curava ogni dettaglio per rendersi irreperibile. Un atteggiamento maniacale che, tuttavia, non è bastato a eludere l’azione investigativa.
Le indagini si sono sviluppate su più livelli e hanno richiesto mesi di lavoro. In una prima fase, la Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Locri ha avviato una capillare attività di raccolta informativa. L’analisi incrociata dei dati, condotta con metodi tradizionali ma rigorosi, ha consentito di delineare un quadro investigativo via via più definito. A questo si è aggiunto un contributo qualificato: la collaborazione del Gruppo Poste Italiane S.p.A. – Ufficio Antiriciclaggio, che ha fornito elementi utili a ricostruire movimenti e tracce del ricercato.
La seconda fase, più marcatamente operativa, si è concentrata sull’osservazione e sul pedinamento di soggetti ritenuti vicini al latitante. Le attività si sono svolte con discrezione, spesso in orari notturni e in condizioni ambientali complesse, per evitare qualsiasi sospetto che potesse compromettere l’esito dell’operazione. Il controllo del territorio e la verifica costante di movimenti anomali hanno permesso di circoscrivere progressivamente l’area di interesse, fino a individuarla con precisione nel contesto urbano di Crotone.
Determinante, nella fase conclusiva, è stata una scelta investigativa tanto semplice quanto ingegnosa. I Carabinieri hanno inscenato una finta consegna di un pacco postale, presentandosi all’ingresso dell’appartamento in cui il latitante viveva con un amico. I presenti, ignari della reale identità dei finti fattorini, hanno aperto la porta, consentendo ai militari di accedere rapidamente all’interno dell’abitazione.
L’intervento è stato fulmineo e pianificato nei minimi dettagli. In pochi istanti, senza creare situazioni di pericolo, il ricercato è stato bloccato e messo in sicurezza. Le operazioni si sono svolte con rapidità ed elevata professionalità, a testimonianza di un coordinamento operativo di alto livello. Completati gli accertamenti di rito, l’uomo è stato tradotto presso l’istituto penitenziario competente, dove resta ora a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Parallelamente, le indagini proseguono per accertare l’eventuale coinvolgimento di fiancheggiatori o soggetti che possano aver agevolato la latitanza, anche solo in modo indiretto. Un aspetto tutt’altro che secondario, che potrebbe aprire ulteriori sviluppi investigativi.









































