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Cetraro: conti comunali in affanno, l’allarme di Italia del Meridione

Losardo attacca la Giunta Aieta: “Rischio di un nuovo virtuale dissesto economico-finanziario”

Pino Losardo

CETRARO (Cs) – Un nuovo campanello d’allarme si leva sui conti del Comune di Cetraro. A suonarlo è il segretario della sezione cittadina del partito Italia del Meridione, Pino Losardo, che in una dura nota stampa punta il dito contro l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Aieta, parlando apertamente di “uno stato di scarsa liquidità nelle Casse comunali” e del pericolo concreto di un nuovo dissesto.

Al centro della denuncia c’è la Deliberazione della Giunta comunale n.3 dell’8 gennaio 2026, con la quale l’Esecutivo ha richiesto al Tesoriere dell’Ente un’anticipazione di cassa pari a un milione di euro, ai sensi dell’articolo 222 del Testo Unico degli Enti Locali (https://www.calabriainchieste.it/2026/01/12/cetraro-comune-in-affanno-un-milione-di-euro-per-tirare-avanti/).

Nella stessa data, con un ulteriore provvedimento, la Giunta Aieta ha autorizzato anche l’utilizzo di entrate vincolate per un importo corrispondente.

Secondo Losardo, si tratta di un segnale tutt’altro che rassicurante. “Quando si è costretti a chiedere l’anticipazione di Tesoreria e ad utilizzare somme di Bilancio depositate con vincoli di destinazione – scrive – si ha a che fare con uno stato di scarsa liquidità nelle casse comunali e si corre il pericolo di sospendere, per mancati pagamenti, i servizi indispensabili e improrogabili”.

Il segretario del locale circolo IDM sottolinea come l’amministrazione abbia fatto ricorso anche all’articolo 195, comma 1, del TUEL, che consente l’utilizzo, in termini di cassa, di fondi vincolati, compresi quelli derivanti da mutui contratti con istituti diversi dalla Cassa Depositi e Prestiti. Una scelta che, secondo la nota, espone l’Ente a “veri e propri prestiti-capestro, con tanto di interessi e altri oneri finanziari”, così come previsto dall’affidamento della Tesoreria alla Banca BPER.

Pur riconoscendo che il ricorso a tali strumenti è “costituzionalmente legittimo” per proteggere l’Ente da pignoramenti e garantire la continuità dei servizi essenziali, Losardo non nasconde la gravità della situazione: “Teoricamente, quelli citati sono tutti indicatori di un possibile arresto della funzionalità dell’Ente. Sarebbe un nuovo virtuale dissesto nel breve tempo di due anni, e nonostante il processo di risanamento dei Conti in atto”.

Nella nota si ricordano anche le possibili cause di uno squilibrio strutturale di bilancio: una “poco avveduta gestione” da parte degli amministratori, “rilevanti omissioni di versamenti delle contribuzioni previdenziali e assistenziali dei dipendenti” o una “insufficiente capacità di riscossione dei tributi comunali”.

Particolarmente critico il passaggio in cui Losardo si chiede come sia possibile che, “al primo anno di Esercizio finanziario del dopo dissesto”, e con l’Organo Straordinario di Liquidazione ancora impegnato nella definizione dei debiti pregressi, il Comune si ritrovi nella condizione di dover ricorrere a nuovi prestiti per garantire i servizi essenziali.

“Forse – afferma senza mezzi termini – sarebbe necessario ricordare agli amministratori cittadini che i prestiti da restituire sono sinonimi di debiti! E, con i debiti, è praticamente impossibile soddisfare le esigenze e gli interessi di una città, che sta vivendo uno dei periodi più bui della sua storia moderna”.

La Delibera n. 3 dell’8 gennaio 2026 ha quantificato in 3.777.357,90 euro le somme ritenute indispensabili per il primo semestre dell’anno, rese temporaneamente impignorabili grazie alle tutele previste dall’articolo 195 del TUEL. Ma, avverte il segretario, “se non ci avesse soccorso, almeno per 6 mesi, l’art.195 del Testo Unico Enti Locali, forse ci saremmo potuti trovare di fronte alla necessità di un nuovo dissesto economico-finanziario dell’Ente”.

Da qui l’appello finale alla politica cittadina di Losardo. ”C’è bisogno, come non mai, che la classe dei nostri amministratori, cerchi confronto e condivisione con i rappresentanti della minoranza consiliare. Entrambi, hanno la responsabilità elettiva di preservare la nostra massima istituzione cittadina da un altro eventuale default che finirebbe per spegnere, definitivamente, qualsiasi speranza immediata di ripresa e di crescita.

L’amministrazione comunale, deve quindi uscire dal “tombale silenzio” in cui si trincera dall’inizio della consiliatura.

“Ai cittadini non si possono sempre elargire spot e slogan altisonanti, evanescenti e visionari”, conclude il segretario IDM, ribadendo che la credibilità dell’amministrazione “si misurerà sulla capacità di rispettare la piena trasparenza amministrativa che è a fondamento della democrazia e ossigeno vitale di una Comunità sana, coesa e accogliente”.

fiorellasquillaro@calabriainchieste.it