CROTONE – Prosegue nel Crotonese l’azione della Polizia di Stato volta a garantire la sicurezza del territorio e la legalità della presenza degli stranieri sul suolo nazionale. Nell’ambito dei servizi straordinari di controllo disposti dal Questore della provincia di Crotone, Renato Panvino, l’Ufficio Immigrazione ha eseguito un rimpatrio ed effettuato una serie di controlli mirati in diverse aree della città e della provincia, confermando una linea operativa che coniuga fermezza e rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.
Il caso più rilevante riguarda il rimpatrio di un cittadino extracomunitario di 25 anni, originario del Bangladesh. A seguito di approfonditi accertamenti amministrativi, gli agenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Crotone hanno rilevato la perdita dei requisiti necessari per la permanenza regolare sul territorio nazionale. L’uomo è risultato, dunque, irregolare e, circostanza non secondaria, ha rinunciato a qualsiasi forma di ricorso contro il provvedimento adottato nei suoi confronti.
Conclusa la fase istruttoria, puntuale e meticolosa, è stata data esecuzione al decreto di espulsione emesso dal Prefetto.
Il giovane è stato accompagnato all’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino e rimpatriato nel Paese di origine con un volo diretto. Contestualmente, le autorità competenti hanno disposto nei suoi confronti il divieto di reingresso in Italia e nell’intera area Schengen per un periodo di tre anni, misura prevista dalla normativa vigente a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza.
L’operazione di rimpatrio si inserisce in un più ampio quadro di verifiche straordinarie. Nei giorni precedenti, infatti, l’Ufficio Immigrazione ha intensificato i controlli in diverse zone sensibili della provincia. A Cirò Marina sono stati identificati 14 cittadini extracomunitari, mentre nel centro storico di Crotone le verifiche hanno interessato 10 persone. In quest’ultimo caso, due soggetti sono risultati non in regola con le norme sul soggiorno e, di conseguenza, sono stati destinatari di provvedimenti di espulsione.
Numeri che, letti nel loro insieme, restituiscono la fotografia di un’attività costante di monitoraggio, condotta non in modo episodico ma strutturato, con l’obiettivo di prevenire situazioni di irregolarità e di intervenire tempestivamente laddove emergano violazioni della legge.
La Polizia di Stato sottolinea come tutte le attività si svolgano nel pieno rispetto della normativa vigente e delle garanzie riconosciute alle persone sottoposte a controllo. Un principio tutt’altro che formale: l’azione amministrativa in materia di immigrazione richiede infatti un equilibrio delicato tra l’esigenza di sicurezza e la tutela dei diritti fondamentali.
In questo senso, il lavoro dell’Ufficio Immigrazione si caratterizza per la collaborazione costante con le altre articolazioni istituzionali, a partire dalla Prefettura, fino alle forze di polizia impegnate sul territorio. Un modello operativo che punta sulla prevenzione, sulla verifica documentale accurata e su interventi proporzionati, evitando scorciatoie e improvvisazioni.
Nel contesto attuale, segnato da flussi migratori complessi e da un quadro normativo articolato, l’attività di controllo non rappresenta soltanto un adempimento burocratico. È, piuttosto, uno strumento essenziale per garantire la convivenza civile, il rispetto delle regole comuni e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
La linea seguita dalla Questura di Crotone si inserisce in una tradizione consolidata di presidio del territorio: controllare, verificare, intervenire quando necessario. Senza clamore, ma con determinazione. Perché la sicurezza, come insegna l’esperienza, non nasce dall’eccezione, bensì dalla continuità.









































