PAOLA (Cs) – In un tempo in cui l’informazione corre veloce, spesso più rapida della verifica e più rumorosa della realtà, la memoria di San Francesco di Sales torna a interrogare la coscienza del giornalismo. Non come rituale di categoria, ma come occasione di riflessione pubblica. È il senso della celebrazione che si è svolta questa mattina al Santuario di San Francesco di Paola, dove il vescovo di Cassano all’Ionio, monsignor Francesco Savino, ha rivolto alle giornaliste e ai giornalisti un’omelia densa di richiami civili, raccolti e rilanciati dal consigliere regionale Antonio De Caprio (https://www.calabriainchieste.it/2026/01/25/san-francesco-di-sales-i-giornalisti-calabresi-si-ritrovano-a-paola-questo-e-il-tempo-di-osare/), presente all’evento.
«Ho accolto con profonda condivisione e sincera gratitudine l’omelia che Sua Eccellenza Monsignor Francesco Savino ha rivolto alle giornaliste e ai giornalisti nella memoria di San Francesco di Sales, patrono della categoria: un richiamo alto e concreto, che parla alla coscienza civile prima ancora che alla professione».
Così il consigliere regionale della Calabria On. Antonio De Caprio, presente questa mattina alla Santa Messa celebrata dal Vescovo Savino presso il Santuario di San Francesco di Paola, in occasione della ricorrenza dedicata a giornalisti e comunicatori.
Alla celebrazione hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Paola Roberto Perrotta, il procuratore capo Domenico Fiordalisi, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria Giuseppe Soluri, i presidenti dei tre circoli giornalistici calabresi e numerose autorità.
«Rivolgo il mio saluto rispettoso a tutte le giornaliste e a tutti i giornalisti – prosegue De Caprio – e alle istituzioni presenti, in un luogo che, per la Calabria, è coscienza e memoria. Le parole del Vescovo – precedute da una Sua bella lettera ai giornalisti, resa nota ieri tramite internet – ci consegnano un’indicazione netta: nel tempo delle tecnologie pervasive, dell’intelligenza artificiale e della comunicazione accelerata, la vera sfida è custodire l’umano. Voci e volti non sono “contenuti”: sono persone, storie, fragilità e dignità».
Il consigliere regionale richiama in particolare l’appello a difendere la qualità dell’informazione dalle distorsioni della rete: «Monsignor Savino ha ricordato, con forza, il pericolo delle “bolle informative” e delle camere dell’eco: quando la realtà viene filtrata fino a diventare comoda, il dissenso non è più confronto ma fastidio da zittire. Ecco perché verifica delle fonti, pluralità delle voci e metodo non sono tecnicismi: sono presidi di democrazia».
De Caprio sottolinea quindi il passaggio dedicato ai rischi connessi all’intelligenza artificiale: «L’IA può essere uno strumento utile, ma non può sostituire empatia, responsabilità, coscienza morale. Può produrre testi perfetti e, al tempo stesso, ingannevoli; può amplificare stereotipi e disinformazione; può rendere il volto una maschera replicabile. Per questo l’informazione non deve farsi condizionare dagli algoritmi né da centri di potere che, direttamente o indirettamente, orientano visibilità, consenso e reputazioni».
Infine, un impegno istituzionale: «Come rappresentante delle istituzioni regionali, accogliendo il pubblico invito del presidente dell’Ordine dei Giornalisti, a me rivolto, sento il dovere di sostenere ogni percorso che rafforzi l’alfabetizzazione mediatica, soprattutto tra i giovani: distinguere fatti e interpretazioni, documenti e voci, prove e suggestioni. La velocità non è verità. E il giornalismo, quando resta fedele alla propria missione, è un servizio pubblico essenziale: dà parola a chi rischia di restare senza voce e restituisce volto a chi viene ridotto a numero».
«A tutte le giornaliste e a tutti i giornalisti – ha aggiunto De Caprio – rinnovo l’augurio di buon lavoro e buona festa di San Francesco di Sales».
Il messaggio che emerge dalla giornata di Paola è netto e, per certi versi, antico nella sua semplicità: senza umanità non c’è informazione, senza metodo non c’è libertà. «Che la parola resti libera, sobria e responsabile – ha concluso De Caprio – capace di illuminare, non di piegare». Un augurio che, nel solco di San Francesco di Sales, guarda al futuro del giornalismo senza rinnegare il suo passato: quello in cui la credibilità si costruiva con il tempo, il rigore e il rispetto delle persone.









































