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Finanziamenti pubblici da oltre 1,6 milioni: assolti Mazzei e Ricoso dal Tribunale di Cosenza

Caduta l’accusa di indebita percezione di erogazioni pubbliche: per i giudici “il fatto non sussiste”

Il tribunale di Cosenza

COSENZA – Si chiude con un’assoluzione piena uno dei filoni più rilevanti di un’articolata inchiesta sui finanziamenti pubblici destinati allo sviluppo imprenditoriale. Il Tribunale di Cosenza ha stabilito che “il fatto non sussiste” nei confronti di Andrea Mazzei e Mattia Ricoso (operazione “Money for nothing”), chiamati a rispondere di indebita percezione di erogazioni pubbliche per importi complessivamente rilevanti, oltre 1,6 milioni di euro di finanziamenti pubblici.

La decisione è stata pronunciata dal Tribunale Collegiale di Cosenza, presieduto dal giudice Stefania Antico, con a latere i giudici Iole Vigna e Claudio Tricò.

Nel dettaglio, a Mazzei e Ricoso veniva contestata un’ipotesi di indebita percezione di erogazioni pubbliche in relazione a un contributo concesso da Invitalia S.p.A. ai sensi del decreto legislativo n. 185 del 2000. Secondo l’accusa, le somme – accreditate su un conto corrente intestato alla società riconducibile a Ricoso – erano formalmente destinate alla realizzazione di un’impresa edile operante nel settore del movimento terra, della preparazione del cantiere, della pulizia strade e della potatura delle siepi. Tali fondi, tuttavia, non sarebbero stati utilizzati per le finalità previste, ma impiegati per scopi diversi.

Il Tribunale ha escluso la sussistenza del fatto contestato, pronunciando l’assoluzione piena di entrambi gli imputati.

L’assoluzione si inserisce in un procedimento penale di ampie dimensioni, che vedeva coinvolti 11 imputati e numerosi capi di accusa

L’inchiesta riguardava presunte irregolarità nella gestione e nell’utilizzo di finanziamenti pubblici concessi da Invitalia S.p.A. e Fincalabra S.p.A., nell’ambito di diversi programmi regionali e nazionali destinati alla creazione di imprese, all’assunzione di personale e allo sviluppo di attività economiche in vari settori, dall’edilizia alla ristorazione.

Secondo l’impianto accusatorio, le somme complessivamente ritenute indebitamente percepite ammontavano a 1.690.417,50 euro, attraverso una pluralità di contributi concessi a diverse società, che – sempre secondo l’accusa – non sarebbero stati destinati alle finalità previste dai bandi di finanziamento.

Per tutti gli altri imputati e in relazione a tutti gli altri capi di imputazione, il Tribunale di Cosenza aveva già pronunciato sentenza di non luogo a procedere in data 27 novembre 2025, per intervenuta prescrizione, determinando la definizione dell’intero procedimento.

Nel corso del procedimento, Invitalia S.p.A. si è costituita parte civile, partecipando attivamente al processo con un proprio legale di fiducia, che ha seguito il dibattimento sin dalle fasi iniziali e si è speso sino all’udienza odierna per sostenere le ragioni dell’ente, chiedendo la condanna degli imputati anche al fine di ottenere il risarcimento del danno ritenuto conseguenza delle condotte contestate.

La sentenza del Tribunale di Cosenza riafferma il principio della centralità dell’accertamento giudiziale rispetto alle ipotesi accusatorie iniziali, restituendo certezza giuridica a una vicenda complessa e durata anni. Un esito che riporta l’attenzione sull’equilibrio tra il necessario controllo sull’utilizzo delle risorse pubbliche e la tutela delle garanzie fondamentali degli imputati

Andrea Mazzei è stato difeso dagli avvocati Sergio Rotundo del Foro di Catanzaro, e Michele Franzese, del Foro di Cosenza; Mattia Ricoso è stato difeso dall’avvocato Carmine Curatolo, del Foro di Paola.