COSENZA – La Provincia di Cosenza si prepara a tornare alle urne. Con decreto n. 5 del 26 gennaio 2026, il Presidente facente funzioni ha ufficialmente indetto i comizi elettorali per l’elezione del Presidente e del Consiglio provinciale, fissando la data di domenica 8 marzo 2026. Un appuntamento che segna non solo un adempimento previsto dalla normativa, ma anche un momento politicamente rilevante per gli assetti istituzionali del territorio.

La convocazione delle elezioni provinciali trova fondamento nella legge n. 56 del 7 aprile 2014, la cosiddetta “legge Delrio”, che disciplina l’elezione di secondo grado degli organi provinciali. In base a tale normativa, a votare non saranno i cittadini, bensì i sindaci e i consiglieri comunali in carica nei Comuni del territorio provinciale.

Il decreto richiama puntualmente anche le circolari ministeriali, le linee guida dell’Unione delle Province d’Italia e il Manuale operativo predisposto dalla Segreteria generale dell’Ente, a garanzia della correttezza procedurale e della trasparenza del percorso elettorale.

La tornata elettorale si rende necessaria a seguito della decadenza della Presidente della Provincia, determinata dall’opzione per la carica di consigliera regionale della Calabria. Una scelta che, secondo il combinato disposto della normativa vigente e dello Statuto provinciale, ha comportato automaticamente la cessazione dall’incarico provinciale e l’assunzione delle funzioni da parte del Vicepresidente.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento: la scadenza del mandato del Consiglio provinciale, eletto nel dicembre 2023. Un doppio passaggio, dunque, che impone il rinnovo complessivo degli organi politici dell’Ente.

Le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 8 alle 20 dell’8 marzo 2026, presso i seggi costituiti nella sede istituzionale della Provincia di Cosenza. Gli elettori saranno esclusivamente i sindaci e i consiglieri comunali in carica alla data delle elezioni.

Il sistema di voto è quello ponderato: il peso del voto varia in base alla fascia demografica del Comune di appartenenza dell’elettore. Un meccanismo che riflette la popolazione residente e che incide in modo significativo sugli equilibri politici finali.

Le candidature alla carica di Presidente potranno essere presentate da sindaci in carica, sostenute da almeno il 15% degli aventi diritto al voto. Per il Consiglio provinciale, invece, sono previste liste concorrenti composte da un numero di candidati compreso tra sei e dodici, sottoscritte da almeno il 5% degli elettori.

Particolare attenzione è riservata al rispetto della parità di genere: nessuno dei due sessi potrà essere rappresentato in misura superiore al 60% dei candidati. In caso contrario, l’Ufficio elettorale procederà alla riduzione della lista, fino alla possibile dichiarazione di inammissibilità.

Al di là degli aspetti tecnici, l’8 marzo 2026 rappresenta un passaggio politico di rilievo. Le Province, pur ridimensionate dalla riforma Delrio, continuano a svolgere un ruolo strategico in settori chiave come la viabilità, l’edilizia scolastica e la pianificazione territoriale. La scelta del nuovo Presidente e del Consiglio provinciale inciderà quindi sulla capacità dell’Ente di affrontare le sfide amministrative e di dialogare con Regione e Comuni.