CATANZARO – Un aggiornamento delle regole di governo per rendere l’azione amministrativa più efficiente e allineata al quadro nazionale. È questo il senso della riforma dello Statuto regionale della Calabria approvata in seconda lettura dal Consiglio regionale, un passaggio che incide sull’organizzazione della Giunta e introduce novità destinate a influenzare l’equilibrio istituzionale dei prossimi anni.
La modifica statutaria consente di aumentare fino a due unità il numero degli assessori regionali rispetto a quanto attualmente previsto dalla legge. Una possibilità che non nasce in modo isolato, ma si colloca nel solco tracciato dal decreto legge n. 138 del 2011, che riconosce alle Regioni con una popolazione inferiore ai due milioni di abitanti – come la Calabria – una maggiore flessibilità nella composizione dell’esecutivo.
L’obiettivo dichiarato è quello di garantire una migliore distribuzione delle deleghe e un presidio più puntuale dei settori strategici dell’amministrazione regionale.
Accanto all’aumento del numero degli assessori, la riforma introduce un altro elemento significativo: la reintroduzione della figura dei sottosegretari regionali.
La modifica dell’articolo 2 dello Statuto prevede infatti che il presidente della Giunta possa nominare fino a due sottosegretari, chiamati a coadiuvarlo nello svolgimento dei compiti connessi al mandato. Una scelta che punta a migliorare il coordinamento dell’azione di governo e a rendere più snella la gestione delle attività istituzionali, soprattutto in una fase storica in cui la Regione è chiamata a gestire risorse rilevanti, a partire da quelle legate alla programmazione europea.
Il ritorno dei sottosegretari rappresenta un richiamo a modelli già sperimentati in passato, ritenuti utili per rafforzare il raccordo tra il vertice politico e la macchina amministrativa. Un’impostazione che guarda alla tradizione istituzionale, ma con uno sguardo rivolto alle esigenze future di efficienza e tempestività decisionale.
La riforma statutaria è stata approvata a maggioranza, dopo un confronto che ha evidenziato posizioni differenti tra i gruppi consiliari. Da un lato, la maggioranza ha sottolineato la necessità di dotare la Regione di strumenti adeguati per affrontare le sfide in corso; dall’altro, non sono mancate osservazioni critiche da parte dell’opposizione, che ha richiamato l’attenzione sui costi e sull’opportunità politica di ampliare l’esecutivo in una fase economica delicata. Un dibattito che riflette sensibilità diverse, ma che si è concluso con il via libera definitivo alle modifiche.
Nel corso della stessa seduta, il Consiglio regionale ha inoltre approvato a maggioranza il bilancio di previsione 2026-2028 dell’Arsac, l’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese. Un atto di programmazione che assume un rilievo particolare in un settore considerato strategico per l’economia regionale. L’agricoltura, infatti, continua a rappresentare un pilastro per molti territori calabresi, non solo in termini occupazionali, ma anche come leva per la valorizzazione delle produzioni locali e per lo sviluppo sostenibile delle aree interne.
Il bilancio dell’Arsac delinea le linee di intervento per il prossimo triennio, con l’obiettivo di rafforzare il supporto alle imprese agricole, promuovere l’innovazione e accompagnare il settore nelle sfide poste dai cambiamenti climatici e dai nuovi scenari di mercato. Un impegno che si inserisce nel più ampio quadro delle politiche regionali a sostegno dello sviluppo rurale.









































