CIRO’ MARINA (KR) – La sanità territoriale è spesso il primo, insostituibile presidio di prossimità per le comunità locali. Quando questo equilibrio si incrina, le conseguenze ricadono direttamente sui cittadini, soprattutto sui più fragili. È quanto rischia di accadere a Cirò, centro del Crotonese, che da fine mese potrebbe trovarsi con un solo medico di base in servizio, a seguito del pensionamento di uno dei due professionisti attualmente operativi.
La prospettiva di una riduzione così drastica dell’assistenza di medicina generale ha acceso l’attenzione dell’amministrazione comunale. Il sindaco Mario Sculco ha lanciato un allarme chiaro e documentato, parlando di una situazione che, se non affrontata con tempestività, rischia di creare seri disagi alla popolazione. Con un solo medico di base, infatti, diventerebbe difficile garantire visite ambulatoriali regolari e un adeguato carico assistenziale per tutti gli assistiti.
Il problema non è solo numerico, ma strutturale. La medicina generale rappresenta il primo filtro del sistema sanitario: un presidio che intercetta bisogni, previene aggravamenti, accompagna i pazienti nei percorsi di cura. Ridurre questa presenza significa costringere molti cittadini a rivolgersi ai comuni limitrofi, con evidenti difficoltà per anziani, persone con patologie croniche e famiglie prive di mezzi di trasporto. Un disagio che rischia di trasformarsi in rinuncia alle cure o in un sovraccarico dei servizi di emergenza.
Consapevole della delicatezza della situazione, il primo cittadino ha dichiarato di seguire la vicenda con la massima attenzione, con l’obiettivo di limitare il più possibile gli effetti negativi sulla comunità. Il timore concreto, evidenziato dal sindaco, è che numerosi assistiti decidano di trasferire la propria scelta del medico di medicina generale altrove, impoverendo ulteriormente l’offerta sanitaria locale e indebolendo il legame di fiducia tra territorio e servizi.
Per questo motivo, nella giornata di martedì 27 gennaio, Mario Sculco ha incontrato il Direttore sanitario Pietro Luigi Brisinda, rappresentando formalmente la criticità e chiedendo garanzie sulla nomina di un medico provvisorio a partire dal 1° febbraio. Una soluzione temporanea, ma ritenuta indispensabile per assicurare continuità assistenziale fino alla pubblicazione della cosiddetta “zona carente”, passaggio necessario per l’assegnazione stabile di un nuovo medico di base a Cirò.
L’azione del Comune non nasce oggi. Già nei giorni precedenti, il sindaco si era recato presso l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone per sollecitare interventi immediati, sottolineando la necessità di non attendere oltre il 31 gennaio. In quell’occasione, era stata avanzata anche la richiesta di un incontro ufficiale e urgente con il Commissario dell’ASP e con il Direttore amministrativo, a conferma di una volontà politica orientata al dialogo istituzionale ma anche alla fermezza.
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