LAMEZIA TERME (Cz) – Una città cresce anche dai suoi spazi condivisi. Campi di quartiere, palestre all’aperto, strutture sportive diffuse non sono dettagli urbanistici, ma presìdi sociali. In questa prospettiva si inserisce la delibera approvata dalla Giunta comunale di Lamezia Terme il 23 gennaio, dedicata alla ricognizione del fabbisogno finanziario per l’impiantistica sportiva cittadina. Un atto che, secondo Noi Moderati Lamezia Terme, segnala una scelta politica chiara: riportare l’attenzione sui quartieri e sulle periferie, dove lo sport diventa leva di inclusione e coesione.
Il provvedimento individua e candida a finanziamenti regionali una serie di interventi sull’impiantistica sportiva, con un elemento di novità non secondario: l’inclusione di numerosi impianti di prossimità, spesso collocati in aree periferiche o in quartieri che da tempo attendono interventi di riqualificazione e messa in sicurezza. Campetti e strutture diffuse, troppo spesso considerati marginali rispetto alle grandi opere, vengono ricondotti al centro della programmazione.
Per Noi Moderati si tratta di una scelta da valorizzare. «Campetti e strutture sportive diffuse non sono opere marginali, ma luoghi fondamentali di aggregazione sociale, soprattutto per i più giovani», si legge nella nota del movimento. Un’affermazione che richiama una visione consolidata: lo sport di base come strumento educativo, preventivo e comunitario, capace di incidere sulla qualità della vita quotidiana.
Nei quartieri lo sport è molto più di una pratica agonistica. È presidio di legalità, occasione di incontro intergenerazionale, risposta concreta al rischio di isolamento sociale. Investire su impianti di prossimità significa restituire spazi vissuti, sostenere il tessuto associativo e offrire opportunità accessibili, soprattutto a chi vive lontano dai grandi poli sportivi cittadini.
La delibera del 23 gennaio, in questa chiave, appare come un passaggio amministrativo coerente con una visione di città equilibrata. Non solo nuove strutture, ma cura e messa in sicurezza di quelle esistenti; non solo centro urbano, ma periferie; non solo infrastrutture, ma relazioni. È un approccio che riconosce il valore dello sport come politica pubblica trasversale, capace di connettere urbanistica, welfare e sviluppo umano.
Il tema dell’equilibrio territoriale emerge con forza. Le periferie, spesso penalizzate da carenze infrastrutturali e servizi discontinui, diventano il luogo prioritario dell’investimento pubblico. «È nei quartieri e nelle periferie che si costruisce una città più equa e attenta ai bisogni reali dei cittadini», sottolinea Noi Moderati, richiamando una responsabilità istituzionale che va oltre l’ordinaria amministrazione.
In un contesto in cui le risorse sono limitate e le priorità devono essere scelte con attenzione, la programmazione degli investimenti assume un valore politico preciso. Includere gli impianti sportivi di quartiere tra gli interventi candidati ai finanziamenti regionali significa riconoscere che la rigenerazione urbana passa anche da spazi semplici, ma essenziali. È una visione che privilegia la capillarità all’eccezionalità, la funzione sociale alla mera dimensione edilizia.
La delibera del 23 gennaio non risolve da sola le criticità dell’impiantistica sportiva lametina, ma indica una direzione. Una città che investe sui campi di quartiere investe sulle persone, sui legami, sul futuro. La sfida ora è dare continuità a questa impostazione, trasformando la programmazione in cantieri e i cantieri in luoghi vivi. Perché lo sport, quando è davvero di prossimità, non costruisce solo strutture: costruisce comunità.









































