CATANZARO – La sanità italiana, soprattutto nelle aree più esposte alle criticità strutturali, continua a misurarsi con un problema noto e persistente: la carenza di personale medico e sanitario. Una difficoltà che incide direttamente sulla tenuta dei servizi e sul diritto alla salute dei cittadini. In questo quadro si inserisce l’emendamento del Governo al decreto Milleproroghe, che proroga fino al 31 dicembre 2026 una serie di misure straordinarie già adottate per fronteggiare l’emergenza.
Un intervento che, secondo l’eurodeputato Denis Nesci (Fratelli d’Italia – ECR), rappresenta una risposta concreta e puntuale alle istanze provenienti dai territori, in particolare dalla Calabria.
A sottolineare la portata del provvedimento è lo stesso Nesci, che da Bruxelles commenta il deposito dell’emendamento come l’esito di un impegno politico assunto e mantenuto. La norma consente, su base volontaria, il trattenimento in servizio dei dirigenti medici e sanitari fino al 72° anno di età, il richiamo in attività del personale collocato in quiescenza e il conferimento di incarichi semestrali a professionisti già pensionati. Strumenti eccezionali, ma ritenuti necessari per evitare il rischio di interruzioni nei servizi essenziali, soprattutto negli ospedali che operano in contesti complessi.
Il tema non è nuovo, ma negli ultimi mesi ha assunto contorni sempre più urgenti. Molti presìdi sanitari, specie nel Mezzogiorno, fanno i conti con organici ridotti all’osso, pensionamenti non compensati e difficoltà ad attrarre nuovi professionisti. In Calabria, la situazione è aggravata da criticità storiche e da un contesto che rende meno appetibile l’ingresso di giovani medici. Da qui l’intervento politico di Nesci, che nei giorni scorsi aveva formalmente sollecitato l’Esecutivo, richiamando l’attenzione sulle ricadute operative di questa carenza.
Secondo l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, l’emendamento rappresenta un segnale di attenzione concreta. Non a caso, Nesci ringrazia esplicitamente il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e il ministro della Salute, Orazio Schillaci, per aver trasformato un’esigenza reale in un intervento normativo efficace. Una “filiera istituzionale” che, nelle parole dell’europarlamentare, dimostra come il dialogo tra territori e Governo possa tradursi in soluzioni operative.
Gli effetti pratici delle misure sono già visibili in alcuni contesti. Nesci cita l’esempio dell’ospedale di Polistena, dove il contributo di medici già in quiescenza ha consentito di garantire la continuità di servizi fondamentali, evitando chiusure o riduzioni che avrebbero avuto un impatto diretto sui cittadini. Un caso emblematico di come strumenti emergenziali, se ben utilizzati, possano tamponare criticità immediate.
Allo stesso tempo, però, il messaggio politico non si ferma all’emergenza. Nesci chiarisce che la proroga delle misure straordinarie non può essere considerata una soluzione definitiva. Si tratta di un intervento necessario nell’immediato, ma che non deve sostituire una strategia di lungo periodo. Il nodo resta quello del rafforzamento strutturale del sistema sanitario, attraverso politiche capaci di attrarre giovani medici, bandire concorsi in modo regolare e rendere la sanità calabrese – e più in generale quella delle aree fragili del Paese – più competitiva e attrattiva.
La questione, dunque, va letta su due livelli: da un lato la necessità di garantire oggi la continuità dei servizi, dall’altro l’urgenza di programmare il futuro. È su questo equilibrio che, secondo Nesci, si gioca la credibilità dell’azione di Governo. Interventi immediati, sì, ma accompagnati da una visione capace di guardare oltre l’emergenza.
Il provvedimento è attualmente all’esame delle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera dei Deputati, dove sarà valutato nel dettaglio. L’iter parlamentare dirà se e come le misure verranno confermate, ma il segnale politico è già chiaro: la sanità resta una priorità e il confronto tra istituzioni può produrre risultati tangibili.
In un sistema che da anni fatica a trovare un equilibrio stabile, la proroga delle misure straordinarie rappresenta una scelta di responsabilità. Non risolve tutti i problemi, ma evita che l’emergenza si trasformi in una crisi irreversibile. La sfida, ora, è fare in modo che il tempo guadagnato venga utilizzato per costruire davvero la sanità di domani, senza dover ricorrere, all’infinito, a soluzioni eccezionali.
stefaniasapienza@calabriainchieste.it









































