VIBO VALENTIA – Vibo Valentia vive giorni di inquietudine. Una sequenza ravvicinata di atti intimidatori — dall’incendio in un cantiere scolastico alle auto date alle fiamme, fino alle minacce rivolte a singole attività — scuote la città e riporta al centro dell’attenzione la sicurezza di chi lavora e investe sul territorio. Episodi diversi per modalità, ma accomunati da un messaggio chiaro e preoccupante: colpire il tessuto produttivo, insinuare paura, mettere in discussione la fiducia nel futuro.
Negli ultimi giorni l’allarme è cresciuto. I roghi dolosi e i danneggiamenti non sono rimasti fatti isolati, ma si sono susseguiti con una frequenza tale da generare tensione diffusa. A essere presi di mira sono imprenditori, commercianti e professionisti, figure che rappresentano il cuore pulsante dell’economia urbana. L’obiettivo, evidente, è intimidire chi lavora onestamente e scoraggiare l’iniziativa privata, con ricadute che vanno ben oltre il singolo episodio.
L’ultima vittima in ordine di tempo è un tagazzo di 25 anni, titolare di una macelleria storica, attività di famiglia radicata nel quartiere. Davanti al suo esercizio è stata rinvenuta una bottiglia contenente liquido infiammabile: un segnale inequivocabile di intimidazione. Un gesto che, pur senza provocare danni materiali immediati, ha un peso simbolico forte, perché colpisce un giovane che ha scelto di restare, investire e costruire il proprio futuro a Vibo Valentia.
L’assessore al Commercio, Stefano Soriano, ha espresso piena solidarietà al giovane e, più in generale, a tutti gli operatori economici che in queste settimane stanno subendo minacce e pressioni. «Questo gesto non colpisce solo Costantino, ma l’intera comunità che lavora onestamente e crede nel futuro della città», ha affermato Soriano, richiamando il valore collettivo della risposta civile.
L’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo ha ribadito l’importanza di non restare indifferenti, invitando la città a stringersi attorno a chi, nonostante le difficoltà, continua a investire e creare occupazione. Soriano ha definito il macellaio «un esempio di dignità e determinazione», assicurando che il Comune continuerà a stare al fianco del tessuto produttivo locale attraverso azioni di ascolto, tutela e promozione del commercio.
«Vibo Valentia non ha paura», ha concluso l’assessore, esprimendo la convinzione che «la gente onesta costituirà un argine contro quella protervia mafiosa che danneggia il tessuto sociale ed economico della città». Parole che puntano a rafforzare la fiducia e a ribadire un principio fondamentale: la risposta agli atti intimidatori non può essere il silenzio o la rassegnazione, ma una reazione corale, istituzionale e civica.









































