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Sanità nel Cosentino, confronto istituzionale sulle disuguaglianze territoriali

Incontro con il commissario dell’ASP De Salazar: la vicepresidente della Commissione Sanità Rosellina Madeo chiede decisioni rapide per le aree interne e annuncia passi concreti su presidi e telemedicina

COSENZA – Le disuguaglianze nell’accesso alle cure restano una ferita aperta nel territorio cosentino, soprattutto nelle aree interne e più svantaggiate. È attorno a questo nodo che si è sviluppato l’incontro ufficiale svoltosi oggi con il commissario straordinario dell’ASP di Cosenza, Vitaliano De Salazar, al quale ha preso parte la vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Rosellina Madeo. Un confronto istituzionale franco, che ha riportato al centro dell’agenda politica la necessità di scelte chiare e tempestive per rispondere in modo credibile al bisogno di sanità dei territori.

Nel corso dell’incontro, Madeo ha espresso una forte preoccupazione per le persistenti disparità territoriali nell’erogazione dei servizi sanitari. Un tema noto, ma che continua a produrre effetti concreti sulla vita quotidiana dei cittadini: tempi di attesa, difficoltà di accesso alle strutture, carenze organizzative. Criticità che colpiscono in maniera più acuta le comunità interne, spesso lontane dai grandi presidi ospedalieri e penalizzate da una rete di servizi non sempre adeguata ai bisogni reali.

Secondo la vicepresidente della Commissione Sanità, l’assenza di decisioni nette sul piano organizzativo e programmatorio rischia di aggravare questa situazione, alimentando incertezza e sfiducia. Un clima che si riflette sulla serenità dell’utenza e sul rapporto tra cittadini e istituzioni sanitarie, già messo alla prova da anni di difficoltà strutturali.

Nel suo intervento, Madeo ha richiamato le proteste che stanno emergendo da diverse aree del Cosentino, definite “giuste e sacrosante”, a partire da quelle provenienti dal Comune di Longobucco. Segnali di disagio che, ha sottolineato, non possono essere ignorati da chi ha responsabilità di governo della sanità calabrese. Le mobilitazioni locali, in questa lettura, non sono solo espressione di malcontento, ma richieste di ascolto e di risposte concrete, soprattutto per comunità che temono di essere lasciate ai margini del sistema.

In risposta alle osservazioni avanzate, il commissario straordinario De Salazar ha annunciato una serie di iniziative volte a rafforzare il dialogo con i territori e a verificare direttamente le criticità segnalate. Ha confermato la propria presenza a Longobucco per giovedì 5 febbraio, un appuntamento atteso che assume un valore simbolico e operativo: portare l’istituzione sul posto, incontrare amministratori e cittadini, ascoltare le esigenze di una comunità che chiede attenzione.

De Salazar ha inoltre assicurato la disponibilità a effettuare una visita istituzionale presso gli ospedali di Corigliano e Rossano, presidi strategici per l’area ionica cosentina. Un passaggio che potrebbe consentire una valutazione più puntuale delle condizioni operative e delle potenzialità di strutture chiamate a servire un bacino di utenza ampio e complesso.

Tra gli elementi più significativi emersi dall’incontro, l’annuncio dell’avvio di un percorso di lavoro finalizzato alla definizione di un progetto di telemedicina. Uno strumento indicato come strategico per rafforzare la continuità assistenziale e ridurre le disuguaglianze territoriali nell’erogazione dei servizi sanitari. In territori caratterizzati da distanze, carenze infrastrutturali e difficoltà di collegamento, la sanità digitale può rappresentare una risposta moderna e concreta, capace di avvicinare i servizi ai cittadini senza sostituire, ma integrando, la presenza fisica dei presidi.

L’incontro si è svolto in un clima definito costruttivo, con l’obiettivo condiviso di individuare soluzioni capaci di restituire fiducia ai cittadini e garantire uniformità di cura sull’intero territorio provinciale. La sfida, tuttavia, resta aperta: dalle parole ai fatti, il passaggio decisivo sarà la capacità di tradurre impegni e annunci in azioni misurabili e tempestive.

La sanità calabrese, e quella cosentina in particolare, continua a chiedere una visione che tenga insieme equità territoriale e innovazione. Le aree interne non possono essere considerate un capitolo residuale: sono il banco di prova di un sistema che vuole dirsi davvero universale. In questo senso, il confronto avviato rappresenta un segnale, ma sarà la coerenza delle scelte future a determinarne la credibilità.