CATANZARO – L’attenzione alla tutela dell’ambiente non conosce pause, soprattutto in territori dove l’equilibrio tra attività produttive e salvaguardia delle risorse naturali è particolarmente delicato. È in questo solco che si inseriscono i recenti controlli effettuati dal Gruppo Forestale dei Carabinieri di Catanzaro, che nei giorni scorsi hanno portato alla scoperta di due frantoi oleari responsabili di scarichi illeciti di acque di vegetazione industriale direttamente nel terreno.
Un’operazione che conferma, ancora una volta, il ruolo centrale dell’Arma nella prevenzione e nel contrasto ai reati ambientali, con un’azione costante che guarda al rispetto delle regole come presupposto imprescindibile per uno sviluppo sostenibile e duraturo.
L’attività ispettiva rientra in una più ampia campagna di verifiche mirate sui frantoi della provincia di Catanzaro, avviata in concomitanza con il periodo di lavorazione delle olive, fase particolarmente sensibile dal punto di vista ambientale. Le acque di vegetazione, infatti, se non correttamente gestite, possono rappresentare un serio rischio per il suolo, le falde acquifere e gli ecosistemi circostanti.
Nel primo caso, i Carabinieri Forestali del Nucleo di Girifalco hanno individuato un frantoio che effettuava lo scarico di acque reflue industriali e di vegetazione in assenza della necessaria Autorizzazione Unica Ambientale (AUA). Una violazione tutt’altro che formale, poiché l’assenza di autorizzazione impedisce qualsiasi controllo preventivo sugli effetti degli scarichi sull’ambiente.
L’intervento tempestivo dei militari ha consentito di interrompere immediatamente lo sversamento, evitando ulteriori e potenziali danni al terreno e alle risorse idriche. Al titolare dell’impianto è stata contestata una sanzione amministrativa pari a 2.500 euro, come previsto dalla normativa vigente.
Ancora più grave la situazione riscontrata in un secondo frantoio, localizzato lungo la costa tirrenica. Qui i Carabinieri Forestali di Nocera Terinese e Lamezia Terme, con il supporto dell’Arma territoriale, hanno accertato una vera e propria gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, le acque reflue industriali venivano sversate direttamente su suolo permeabile, all’interno di un fosso di scolo privato, senza alcuna autorizzazione e in totale spregio delle norme ambientali. Una condotta che, oltre a compromettere il terreno, espone a rischi concreti le acque superficiali e sotterranee, con possibili ripercussioni sulla salute pubblica e sulle attività agricole limitrofe.
Di fronte a un quadro ritenuto particolarmente allarmante, l’intera area interessata, comprensiva di attrezzature e macchinari, è stata sottoposta a sequestro preventivo, a tutela dell’ambiente e in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria.
I due interventi rappresentano esempi emblematici di come il rispetto delle norme ambientali non sia un adempimento burocratico, ma una responsabilità concreta verso il territorio e la collettività. La gestione delle acque di vegetazione nei frantoi è regolata da disposizioni precise, che prevedono trattamenti e modalità di smaltimento idonee a prevenire l’inquinamento.
L’azione dei Carabinieri Forestali di Catanzaro si inserisce in una strategia più ampia di presidio del territorio, volta a contrastare ogni forma di illecito ambientale e a promuovere una cultura della legalità che passa anche dal controllo delle attività produttive tradizionali. Un impegno che affonda le radici in una lunga tradizione di tutela del patrimonio naturale, ma che guarda con decisione al futuro, in un’epoca in cui la sostenibilità non è più un’opzione, bensì una necessità.









































