CROPANI (CZ) – È bastato lo sguardo attento di un ragazzo di tredici anni per accorgersi che qualcosa non andava. Un dettaglio fuori posto, una recinzione forzata, il silenzio innaturale di un luogo solitamente animato da voci e risate. Così è venuto alla luce il raid che ha colpito il Parco di educazione stradale di Cropani, simbolo concreto di riscatto civile e sociale, realizzato all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata e da anni restituito alla collettività, in particolare ai più piccoli.
Il parco, nato otto anni fa in un immobile sottratto al clan Trapasso di San Leonardo di Cutro, è gestito dall’associazione crotonese “Amici del tedesco”, impegnata da tempo in progetti educativi e di legalità. Qui migliaia di bambini e ragazzi hanno imparato le regole del codice della strada, ma soprattutto hanno interiorizzato un principio semplice e potente: il rispetto delle regole conviene, sempre.
Nella notte, però, ignoti hanno deciso di colpire proprio questo presidio educativo. Dopo aver divelto la recinzione metallica, i vandali hanno danneggiato le videocamere di sorveglianza e sfondato il vetro di una finestra, introducendosi nei locali.
Il bottino è significativo: biciclette nuove ancora imballate, veicoli e monopattini utilizzati per le attività didattiche, oltre agli hard disk dell’impianto di videosorveglianza. Un’azione mirata, che lascia poco spazio all’improvvisazione.
A rendere il gesto ancora più inquietante è il messaggio finale lasciato dagli autori del raid: un atto volutamente offensivo, una profanazione simbolica che il presidente dell’associazione, Loris Rossetto, non esita a definire «un segnale molto chiaro». Ma il significato che qualcuno ha voluto imprimere con la violenza e l’intimidazione è stato immediatamente ribaltato dalla risposta della comunità.
«La nostra specialità come associazione è quella del maratoneta – ha spiegato Rossetto –. Non facciamo inaugurazioni e poi chiudiamo. Noi siamo quelli che arrivano fino alla fine e non mollano». Parole che raccontano una visione radicata nel tempo lungo dell’impegno civile, lontana dalle passerelle e vicina alla quotidianità del lavoro educativo.
Il danno più grave, sottolinea ancora il presidente, non è solo materiale. «Rubare ai bambini non è da coraggiosi». È a loro, ai piccoli utenti del parco, che è stato sottratto un pezzo di normalità, di apprendimento e di gioco. Un paradosso amaro, se si considera che il progetto è nato grazie al sostegno di Fondazione Con il Sud e Fondazione Vismara, con l’obiettivo preciso di trasformare un simbolo del potere criminale in uno spazio di crescita e apertura.
Nel corso degli anni, il Parco di educazione stradale di Cropani è diventato un punto di riferimento anche oltre i confini regionali. Ha accolto giovani provenienti da diversi Paesi europei, fino alla Svezia, dimostrando come la Calabria sappia esprimere esperienze virtuose capaci di dialogare con l’Europa delle buone pratiche.
Immediata e diffusa la reazione di solidarietà. L’associazione Ginevra ha fatto sentire subito la propria vicinanza, così come il sindaco di Cropani, Raffaele Mercurio, che si è dichiarato pronto a sostenere concretamente la ripresa delle attività. Ma sono soprattutto i messaggi dei cittadini a restituire il senso più profondo di quanto accaduto.
Una valanga di attestati che, nelle parole di Rossetto, rappresenta «la Calabria in cui crediamo». Una Calabria che non si riconosce nei gesti di chi distrugge, ma nella rete silenziosa di chi ricostruisce. La stessa associazione gestisce un altro bene confiscato a San Leonardo di Cutro, sottratto alla cosca Mannolo-Zoffreo. Un impegno che si muove su un crinale delicato, dove ogni passo avanti può incontrare resistenze e ostacoli.









































