CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Quando il rapporto tra amministrazione locale e contribuenti si trasforma in una sequenza ininterrotta di cartelle esattoriali, solleciti e pignoramenti, il confine tra legittima riscossione e pressione sociale eccessiva rischia di diventare sottile.
È quanto sta accadendo a Corigliano-Rossano, dove la gestione dei tributi comunali è finita al centro di un duro scontro politico. In una fase economica segnata dal caro vita e dalla fragilità di molte attività produttive, il tema non è solo contabile, ma profondamente politico e sociale. A lanciare l’allarme sono i consiglieri comunali di Forza Italia Giuseppe Turano ed Elena Olivieri, insieme agli esponenti del Movimento del Territorio Giancarlo Bosco, Marisa Caravetta e Pasqualina Straface.
L’opposizione parla apertamente di una escalation di atti di riscossione portati avanti dal concessionario SOGET Spa: cartelle, ingiunzioni e procedure esecutive che starebbero colpendo famiglie e imprese già in difficoltà, alimentando un clima di crescente tensione nel territorio. Secondo i consiglieri, la pressione tributaria esercitata in questa fase non tiene conto del contesto economico e sociale e rischia di produrre effetti controproducenti.
Il recupero delle entrate, principio legittimo e necessario per il funzionamento di un ente locale, non può trasformarsi – sostengono – in un “martellamento continuo” che finisce per strangolare il tessuto produttivo e compromettere la coesione sociale. Al centro delle critiche c’è la mancata adesione del Comune alle procedure di rottamazione e definizione agevolata dei tributi. Una scelta che l’opposizione respinge come meramente tecnica, definendola invece una decisione politica ben precisa.
Secondo Forza Italia e Movimento del Territorio, l’Amministrazione avrebbe preferito non aderire alla rottamazione per mantenere in bilancio residui attivi di dubbia o remota esigibilità, utilizzandoli come se fossero entrate reali e contribuendo così a una rappresentazione contabile che non rispecchia la reale capacità di riscossione dell’ente.
Il tema dei residui attivi è, infatti, uno dei punti più delicati sollevati dai consiglieri. La giurisprudenza contabile, ricordano, è chiara: i crediti non incassati non possono sostituire entrate effettive né essere utilizzati per mascherare squilibri strutturali di bilancio. Rinviare lo stralcio di crediti inesigibili e non adeguare correttamente il Fondo crediti di dubbia esigibilità significa, a loro avviso, posticipare l’emersione di problemi strutturali che prima o poi si presenteranno con un conto ancora più salato.
Non manca, nel ragionamento dell’opposizione, una critica all’indirizzo politico complessivo dell’Amministrazione. Turano e Olivieri sottolineano una contraddizione tra le aperture manifestate dal sindaco Flavio Stasi sui social network e l’atteggiamento prudente, se non attendista, che emergerebbe nelle sedi decisionali. La lotta all’evasione fiscale, ribadiscono, è sacrosanta, ma deve essere accompagnata da criteri di equità, gradualità e attenzione alle situazioni di maggiore difficoltà. In caso contrario, il rischio è che si trasformi in una forma di vessazione.
Da qui l’invito diretto al primo cittadino ad assumere una scelta chiara e politicamente responsabile: aderire agli strumenti di rottamazione disponibili. Una decisione che, secondo i consiglieri, consentirebbe ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione in modo sostenibile e al Comune di incassare risorse ferme da anni.
Rinunciare a questa opportunità, avvertono, significherebbe arrecare un danno doppio, ai cittadini e alle casse comunali. L’iniziativa politica non si ferma qui. Forza Italia e Movimento del Territorio annunciano il deposito di un’interrogazione consiliare per ottenere piena trasparenza sulla reale esigibilità dei residui iscritti in bilancio e per chiedere una verifica pubblica e puntuale dei crediti.
Un percorso che, assicurano, sarà accompagnato da un confronto con le associazioni dei commercianti, già allarmate per l’impatto della riscossione sul tessuto economico locale. Il nodo resta quello di sempre: recuperare risorse senza strangolare il territorio. Un bilancio comunale solido deve poggiare su entrate vere, non su artifici contabili. Perché, come ricordano i consiglieri di opposizione, quando la verità contabile viene rinviata, il conto arriva. E, puntualmente, a pagarlo sono i cittadini.
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