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Casa Serena di San Lucido, una crisi annunciata: smentito il sindaco De Tommaso

Dalla revoca dell’autorizzazione alle responsabilità istituzionali: i fatti smentiscono le accuse di strumentalizzazione politica da parte della maggioranza, che sapeva tutto da tempo ed ha taciuto

SAN LUCIDO (Cs) – La vicenda che oggi investe Casa Serena (ex ONPI) non è una crisi improvvisa, né un incidente di percorso. È il punto di caduta di una lunga sequenza di segnalazioni, atti formali e richieste rimaste senza risposta, che ora rischiano di tradursi nel trasferimento forzato di 28 anziani fragili e non autosufficienti. Una prospettiva che interroga la coscienza civile prima ancora delle responsabilità amministrative.

Una storiaccia, quella dell’ex Onpi, che oggi costringe il gruppo di minoranza Avanti San Lucido, composto da Roberta Provenzano e Dorina Ambrosi, a mettere i puntini sulle “i”, ricordando come è accaduto negli ultimi anni.

«La crisi che oggi investe la Casa Serena (ex ONPI) di San Lucido, con il rischio concreto di trasferimento forzato per 28 anziani fragili e non autosufficienti (https://www.calabriainchieste.it/2026/01/29/ex-onpi-di-san-lucido-verso-la-chiusura-famiglie-avvisate-allimprovviso-un-mese-per-portare-via-i-nostri-cari/) non nasce all’improvviso», ricordano i due consiglieri.

«È l’esito di una vicenda nota, segnalata e ignorata – denunciano – che rende ormai insostenibili le accuse di “strumentalizzazione politica” rivolte nel 2024 alla minoranza consiliare.

Come gruppo di minoranza Avanti San Lucido, avevamo denunciato per tempo le criticità legate alla struttura, con atti formali e prese di posizione pubbliche.

Il 20 novembre 2024 avevamo protocollato una richiesta di convocazione di un tavolo tecnico sulla Casa Serena (https://www.calabriainchieste.it/2024/11/20/casa-serena-ex-onpi-avanti-san-lucido-chiede-convocazione-tavolo-tecnico/) segnalando problemi nella gestione, nell’affidamento dell’immobile comunale e nella prospettiva di continuità del servizio. A quella richiesta non è mai stata data risposta.

Il 26 novembre 2024 avevamo denunciato pubblicamente il silenzio dell’Amministrazione comunale e chiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario su una struttura di proprietà comunale, destinata a un servizio pubblico essenziale.
Anche in quel caso, nessun atto concreto da parte della maggioranza. (https://www.calabriainchieste.it/2024/11/26/casa-serena-ex-onpi-istanza-gruppo-avanti-san-lucido-lamministrazione-de-tommaso-tace/)

Nel consiglio comunale di dicembre 2024 avevamo ribadito che, dopo oltre tre anni di amministrazione, non esistevano garanzie circa la regolarità giuridica e amministrativa nella gestione della struttura, avvertendo che la cessazione dell’attività era un rischio reale e imminente (https://www.calabriainchieste.it/2025/01/08/gestione-ex-onpi-e-derattizzazione-scuola-avanti-san-lucido-pungola-de-tommaso/)

La risposta del sindaco fu netta: accuse di strumentalizzazione politica (https://www.calabriainchieste.it/2025/01/31/ex-onpi-san-lucido-de-tommaso-in-consiglio-comunale-no-a-speculazioni-politiche-ecco-gli-atti/). Oggi, a distanza di mesi, i fatti raccontano una realtà diversa. È emerso che l’autorizzazione all’esercizio è stata revocata e che il nodo centrale riguarda l’assenza di un titolo giuridico valido sull’immobile comunale, condizione essenziale per mantenere l’autorizzazione e ottenere l’accreditamento (https://www.calabriainchieste.it/2026/01/30/casa-serena-di-san-lucido-stop-alla-gestione-la-cooperativa-il-gioiello-della-magna-grecia-chiarisce-le-ragioni-della-chiusura/).

A questo punto la verità è una sola: se il problema è reale oggi, lo era anche nel 2024.

E se lo era, allora: non si trattava di strumentalizzazione; le segnalazioni della minoranza erano fondate; l’Amministrazione aveva il dovere di intervenire.
Il Comune di San Lucido non è un soggetto estraneo alla vicenda. È proprietario dell’immobile. Ha affidato la gestione. Aveva il dovere di vigilare sulla regolarità amministrativa e giuridica nella gestione della struttura.

Attribuire oggi ogni responsabilità esclusivamente al gestore o agli enti sanitari non basta, perché senza un titolo giuridico valido sull’immobile comunale nessuna autorizzazione può essere riconosciuta o prorogata. Questo è un dato che chiama direttamente in causa l’ente proprietario (https://www.calabriainchieste.it/2026/01/29/rsa-ex-onpi-ospiti-sfrattati-il-sindaco-tutela-degli-anziani-prioritaria/)

Chiedere ora alle famiglie di trasferire i propri cari in tempi ristretti, senza un percorso assistito e senza soluzioni alternative già predisposte, non è accettabile. È il risultato di inerzia amministrativa, ritardi e scelte mancate. Alla luce di quanto emerso, le accuse di strumentalizzazione politica risultano smentite dai fatti.

Oggi ci chiediamo perché le segnalazioni formali della minoranza siano state ignorate;
quali atti siano stati adottati per garantire la continuità assistenziale; e chi si assumerà la responsabilità politica di una gestione che oggi produce conseguenze gravissime su persone fragili e senza voce. Quando si amministra ignorare un problema non lo cancella, lo rinvia soltanto. E oggi quel rinvio sta presentando il conto», conclude l’opposizione.

Alla luce di quanto emerso, le accuse di strumentalizzazione politica risultano smentite dai fatti. Restano domande precise e inevase: perché le segnalazioni formali siano state ignorate; quali atti siano stati adottati per garantire la continuità assistenziale; chi si assumerà la responsabilità politica di una gestione che oggi produce effetti così gravi.

Amministrare significa prevedere e prevenire. Ignorare un problema non lo cancella, lo rinvia. E oggi quel rinvio presenta il conto, a San Lucido, nel modo più duro: sulla pelle dei più fragili.