COSENZA – Non è un semplice avvicendamento di deleghe né un fisiologico assestamento amministrativo. La recente riorganizzazione della giunta comunale di Cosenza, decisa dal sindaco Franz Caruso, ha aperto una frattura politica profonda all’interno della coalizione che governa la città.
L’estromissione di figure come Pina Incarnato e di altri esponenti di peso non è passata inosservata, generando reazioni dure e una riflessione più ampia sul metodo di governo e sugli equilibri politici locali.
A intervenire con toni netti è stato il Partito Socialista Italiano, che ha definito l’esclusione degli assessori socialisti “immotivata, illogica e fuori dalla realtà”. Una presa di posizione che ha avuto conseguenze immediate: la segreteria nazionale e regionale del partito ha annunciato la rottura dei rapporti politici con il sindaco, dopo un tentativo di mediazione formale rimasto, secondo i socialisti, senza risposta. Un passaggio tutt’altro che marginale, soprattutto considerando che Caruso continua a richiamarsi pubblicamente alla tradizione socialista.
La contraddizione politica è evidente: un sindaco che si richiama a una storia e a una cultura politica ben precise finisce per escludere proprio quella componente dalla guida amministrativa della città. Una scelta che, al di là delle singole persone coinvolte, mette in discussione l’equilibrio complessivo della maggioranza e il rispetto di un percorso condiviso costruito negli anni.
Su questo punto insiste anche Carmelo Guido, segretario cittadino di Italia del Meridione a Cosenza, che invita a leggere il rimpasto come il sintomo di un problema più ampio. Secondo Guido, la politica cittadina rischia di ridursi a un gioco di rapporti personali e di equilibri ristretti, lontani dalla funzione storica dei partiti come luoghi di sintesi, partecipazione e visione collettiva. Un’impostazione che, se confermata, finirebbe per svuotare il ruolo delle forze politiche, trasformandole in semplici comparse di decisioni prese altrove.
Nel mirino finisce così un metodo di governo percepito come verticistico, in cui poche figure – tra cui lo stesso sindaco e alcuni suoi fedelissimi – detterebbero l’agenda politica, lasciando ai partiti il ruolo passivo di ratificare scelte già definite. Una dinamica che mal si concilia con la tradizione democratica e pluralista che ha sempre caratterizzato la vita politica cosentina.
Il nodo, tuttavia, non riguarda soltanto l’assetto della giunta. La riorganizzazione amministrativa viene letta come il riflesso di una visione politica corta, concentrata sulla gestione degli equilibri interni più che sulle priorità reali della città. Famiglie, quartieri, imprese e giovani restano sullo sfondo, mentre il dibattito pubblico si concentra su poltrone e deleghe. Una città come Cosenza, che da anni affronta sfide strutturali complesse – dal rilancio economico alla coesione sociale – avrebbe invece bisogno di scelte coraggiose, fondate su idee chiare e responsabilità condivise.
Italia del Meridione sottolinea come il rilancio urbano non possa passare da strategie personali o da logiche di corrente. Serve, al contrario, una guida politica capace di guardare oltre l’immediato, di interpretare le trasformazioni sociali ed economiche in atto e di offrire risposte concrete ai bisogni della comunità. In questa prospettiva, il rimpasto appare come un’occasione mancata per rafforzare la squadra di governo e rilanciare l’azione amministrativa su basi più solide.
Da qui l’appello a un “sussulto di orgoglio” dei partiti e delle forze civiche: recuperare autonomia, dignità e capacità di iniziativa, sottraendosi a decisioni calate dall’alto e rivendicando un ruolo attivo nella definizione delle politiche pubbliche. Un richiamo che guarda anche al futuro, in vista delle prossime scadenze elettorali, quando i nodi irrisolti di oggi potrebbero presentare il conto.
Italia del Meridione annuncia infine una vigilanza ancora più attenta sulla tenuta politica della maggioranza e sui possibili nuovi giochi di potere. Allo stesso tempo, lancia un invito al dialogo costruttivo rivolto a tutte le forze politiche che abbiano a cuore il bene della città. Perché, come ricorda Guido, Cosenza merita una politica che punti in alto: meno tatticismi, più visione; meno equilibri personali, più responsabilità collettiva.
stefaniasapienza@calabriainchieste.it









































