VIBO VALENTIA – La tutela dell’ambiente passa anche – e soprattutto – dal controllo capillare del territorio. È in questo solco che si inserisce l’operazione condotta dai Carabinieri nel Vibonese, culminata con la denuncia di due soggetti per gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi.

Nel corso di un servizio di controllo del territorio, i militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Serra San Bruno hanno individuato un autocarro sospetto lungo una strada provinciale nel territorio del comune di Gerocarne. A bordo del mezzo viaggiavano due uomini, entrambi originari di Lamezia Terme, intenti a trasportare circa 50 chilogrammi di rifiuti speciali pericolosi senza le prescritte autorizzazioni.

Il carico era costituito da parti meccaniche di veicoli contaminate da olio e fluidi residui: materiali che, per loro natura, richiedono una gestione rigorosa e tracciata, in conformità alle norme di settore. L’assenza di titoli autorizzativi ha fatto scattare immediatamente le procedure previste dalla legge.

Il veicolo e il materiale trasportato sono stati sottoposti a sequestro, mentre i due soggetti sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. L’ipotesi di reato contestata è quella di attività di gestione di rifiuti non autorizzata in concorso, una fattispecie che il legislatore ha inasprito negli ultimi anni proprio per la sua pericolosità ambientale e sanitaria.

È bene ricordare che i rifiuti speciali pericolosi, se dispersi o trattati impropriamente, possono contaminare suolo e falde acquifere, con effetti a lungo termine sulla salute pubblica e sull’economia locale. Il sequestro tempestivo ha dunque impedito che il carico potesse finire in circuiti irregolari di smaltimento.

L’episodio di Gerocarne non è isolato, ma si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo messo in campo dall’Arma dei Carabinieri per contrastare i reati ambientali. Negli ultimi anni, l’attenzione delle forze dell’ordine si è intensificata, soprattutto nelle aree interne e lungo le arterie secondarie, spesso utilizzate per eludere i controlli più stringenti.

La strategia è chiara: presidio del territorio, verifiche mirate sui mezzi di trasporto, collaborazione con le autorità giudiziarie e con gli enti preposti alla tutela ambientale. Un approccio che guarda alla tradizione di prossimità dell’Arma, ma con strumenti sempre più aggiornati e una visione orientata al futuro, in cui la difesa dell’ecosistema è parte integrante della sicurezza collettiva.

Accanto all’azione repressiva, resta centrale il tema della responsabilità diffusa. La normativa in materia di rifiuti non è un orpello burocratico, ma un presidio di civiltà: chi opera nel settore deve conoscere e rispettare le regole, mentre i cittadini sono chiamati a segnalare situazioni sospette. La prevenzione, in questo campo, nasce dall’alleanza tra istituzioni e comunità locali.