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Santa Maria del Cedro, minoranza all’attacco: “Due pesi e due misure nella linea del sindaco Vetere”

Il gruppo “Insieme per il futuro” critica l’annuncio di controlli e sanzioni: prima il rigore verso i cittadini, poi la coerenza interna dell’amministrazione

Il Comune di Santa Maria del Cedro

SANTA MARIA DEL CEDRO (Cs) – Un post sui social, dai toni perentori, è bastato a riaccendere il confronto politico a Santa Maria del Cedro. L’avviso con cui il sindaco Ugo Vetere annuncia controlli serrati su tributi e requisiti strutturali delle attività commerciali, a partire dal 1° marzo 2026, ha trovato la netta opposizione del gruppo di minoranza “Insieme per il futuro”, che denuncia una gestione amministrativa segnata da evidenti contraddizioni.

Secondo la minoranza, il richiamo al rispetto delle regole rivolto a commercianti e cittadini rischia di apparire tardivo e poco credibile se non accompagnato da un’analoga attenzione alla “casa comunale”. Al centro delle critiche vi è la situazione finanziaria dell’ente, descritta come caratterizzata da difficoltà nella regolarità contributiva e da un ricorso continuo al ravvedimento operoso. Una dinamica che, osservano dall’opposizione, finisce per gravare sulle casse pubbliche con sanzioni e interessi, indebolendo proprio quell’autorevolezza invocata dal primo cittadino.

Il tema della sicurezza, evocato dal sindaco anche con riferimenti a tragedie recenti, viene ritenuto condivisibile nelle premesse ma disomogeneo nell’applicazione. La minoranza segnala dubbi sulle condizioni degli edifici scolastici temporaneamente adibiti a uso didattico, chiedendo verifiche puntuali sul rispetto delle normative vigenti, a partire dal decreto ministeriale del 18 dicembre 1975. Analoga attenzione viene sollecitata per gli uffici comunali, dove si parla di spazi inadeguati e di un rispetto non sempre rigoroso delle norme sulla sicurezza sul lavoro previste dal decreto legislativo 81 del 2008. Non meno rilevanti, infine, i quesiti sui cantieri in corso e sulla qualità dei materiali utilizzati, soprattutto sotto il profilo della sicurezza antincendio.

Nel merito delle politiche fiscali, “Insieme per il futuro” contesta l’impostazione esclusivamente repressiva dell’annuncio sindacale. In una fase economica ancora fragile, l’opposizione propone un approccio più equilibrato: l’attivazione di un piano di rottamazione per il 2026, capace di favorire l’emersione della morosità e di sostenere famiglie e imprese senza ricorrere subito a misure drastiche.

A preoccupare maggiormente è però il rischio di discrezionalità. Le verifiche “a tappeto”, se non accompagnate da criteri chiari e trasparenti, potrebbero trasformarsi – secondo la minoranza – in uno strumento di pressione politica, colpendo selettivamente chi esprime dissenso. Un’ipotesi che, se confermata, minerebbe il principio di uguaglianza davanti alla legge.

Il messaggio che arriva dai banchi dell’opposizione è netto: il rigore amministrativo non può essere a senso unico. Prima di chiedere sacrifici e minacciare sanzioni, sostengono, occorre mettere ordine all’interno dell’ente e dare l’esempio. Perché la credibilità di un’amministrazione non si costruisce con annunci sui social, ma con coerenza, trasparenza e rispetto delle regole che si chiedono agli altri.

ECCO L’INTERVENTO INTEGRALE DELLA MINORANZA

Prima di minacciare il pugno di ferro contro commercianti e cittadini, l’Amministrazione dovrebbe guardarsi allo specchio. Tra debiti fuori bilancio, edifici scolastici dubbi e uffici comunali al limite della decenza, la morale di Vetere appare quantomeno tardiva e fuori luogo.

È bastato un post sui social per scatenare la bufera. Il Sindaco Ugo Vetere, in un recente avviso pubblico, ha alzato il tono della voce contro l’evasione tributaria e le irregolarità strutturali delle attività commerciali, minacciando sospensioni, revoche delle licenze e controlli a tappeto a partire dal 1° marzo 2026. Ma, come spesso accade, chi punta il dito dimentica di avere le altre quattro dita rivolte verso se stesso.

Un Comune in “perpetuo ravvedimento”

Mentre il Sindaco invita i cittadini a regolarizzare la propria posizione, il Comune di Santa Maria del Cedro sembra essere il primo a non dare il buon esempio. Si parla di un ente che fatica a mantenere la regolarità del DURC e che vive in uno stato di continuo ravvedimento operoso per i propri tributi. Un sistema che genera sanzioni e interessi costanti, i quali, paradossalmente, gravano proprio su quelle casse comunali che i cittadini dovrebbero rimpinguare. È lecito chiedersi: con quale autorevolezza si minaccia la chiusura delle attività altrui quando la “casa comunale” è la prima a non essere in regola con i conti?

Sicurezza: una priorità a correnti alternate

Il Sindaco cita la tragedia di Crans-Montana per giustificare verifiche rigorose su agibilità e collaudi statici. Un richiamo condivisibile, se non fosse che la sicurezza sembra essere una priorità solo quando riguarda i privati.

  • Scuole e D.M. 18.12.1975: Molti genitori segnalano preoccupazione per i locali destinati temporaneamente a scuole pubbliche. Sono davvero rispettati i requisiti del decreto ministeriale sulla sicurezza scolastica? Le segnalazioni di infiltrazioni d’acqua piovana non sono certo un biglietto da visita rassicurante.
  • Uffici Comunali e D.Lgs. 81/2008: I dipendenti comunali lavorerebbero ammassati in stanze non idonee o su soppalchi di fortuna. Dove sono i regolamenti igienico-sanitari e il rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro all’interno delle sedi municipali?
  • Cantieri e materiali: Ci si chiede se i lavori di ristrutturazione in corso siano eseguiti a regola d’arte e se i materiali di coibentazione utilizzati siano realmente ignifughi, come la prudenza (e la legge) imporrebbe.

Minacce invece di soluzioni: dov’è la rottamazione 2026?

In un momento economico ancora fragile, un Sindaco che ha a cuore la propria comunità dovrebbe tendere la mano, non brandire il bastone. Invece di limitarsi a minacciare controlli repressivi, perché l’amministrazione Vetere non ha attivato un nuovo piano di rottamazione per i morosi attivabile per il 2026? Sarebbe stato un modo concreto per ridurre la morosità e venire incontro alle famiglie, preferendo il dialogo alla coercizione.

Il sospetto della discrezionalità

L’ultimo timore, ma non meno grave, è che queste “verifiche a tappeto” finiscano per seguire logiche politiche, colpendo con precisione chirurgica chi osa opporsi alla linea della giunta. Le irregolarità, se ci sono, vanno sanate ovunque, ma la legge deve essere uguale per tutti, non un’arma da usare contro gli avversari.

Sindaco Vetere, prima di “invitare” i cittadini al rigore, metta in ordine la sua amministrazione. La credibilità non si ottiene con i post su Facebook, ma con l’esempio.