ACQUAPPESA (Cs) – Nel tratto costiero di Acquappesa, in prossimità dello Scoglio della Regina, torna al centro dell’attenzione una questione che intreccia sicurezza pubblica, rispetto delle norme tecniche e tutela dell’immagine turistica del territorio. A sollevare l’allarme è il presidente dell’associazione Legalità Democratica, l’avvocato Maximiliano Granata, che denuncia la presenza di una linea elettrica di Enel all’interno di un sottopasso ferroviario, in un contesto già segnato da evidenti criticità strutturali.

Secondo quanto segnalato, un cavo elettrico attraversa il sottopasso ferroviario, in un’area dove si registra un persistente ristagno d’acqua. Una combinazione che, sul piano tecnico e della sicurezza, rappresenta un fattore di rischio elevato. Le norme CEI stabiliscono distanze minime e specifiche protezioni per le linee elettriche aeree, variabili in base alla tensione. In presenza di acqua, tali prescrizioni diventano ancora più stringenti, poiché il pericolo di folgorazione aumenta in modo significativo.

Le disposizioni della normativa tecnica – in particolare la CEI 64-8 per gli impianti in bassa tensione e la CEI 11-27 per i lavori su impianti elettrici – impongono livelli di isolamento e sicurezza adeguati. La presenza di un cavo elettrico in un sottopasso con acqua stagnante appare, dunque, potenzialmente non conforme e comunque pericolosa per chi vi transita, a piedi o con mezzi leggeri.

A rendere il quadro ancora più delicato è la presenza di una cabina Enel collocata sopra la galleria, proprio di fronte allo Scoglio della Regina. Un elemento che, secondo l’associazione, richiede una verifica puntuale delle autorizzazioni rilasciate dagli organi competenti e della coerenza dell’impianto con le norme vigenti. In un’area di passaggio e di richiamo turistico, ogni infrastruttura dovrebbe essere progettata e mantenuta con standard di sicurezza elevati e costantemente monitorati.

Il problema elettrico si innesta su una criticità più ampia di natura strutturale. Il sottopasso presenta una pendenza insufficiente, che favorisce la formazione di un vero e proprio “laghetto” d’acqua piovana. Si parla di accumuli che raggiungono circa 25 centimetri, rendendo difficoltoso e rischioso l’attraversamento, soprattutto per turisti, famiglie e persone anziane. Una situazione che stride con l’idea di un’infrastruttura ristrutturata e funzionale.

Le difformità riscontrate, sottolinea Granata, dimostrano come i lavori di ristrutturazione della galleria non abbiano risolto nodi cruciali, lasciando irrisolti problemi che incidono direttamente sulla sicurezza quotidiana dei cittadini.

Accanto ai profili tecnici, emerge anche una questione ambientale e di decoro. Nei pressi del sottopasso è stata segnalata la presenza di rifiuti abbandonati, che contribuiscono a un quadro di degrado complessivo. Spazzatura e acqua stagnante non solo aggravano le condizioni igieniche, ma amplificano la percezione di incuria in un’area che dovrebbe rappresentare un biglietto da visita per il territorio.

«Turisti e cittadini continuano a essere esposti a rischi evitabili», afferma il presidente di Legalità Democratica. Da qui l’appello diretto a Rete Ferroviaria Italiana, a Enel e al Comune di Acquappesa affinché intervengano con urgenza. L’obiettivo è duplice: mettere in sicurezza l’area e garantire il pieno rispetto delle normative tecniche e ambientali.

In un territorio che guarda al futuro puntando su turismo e qualità della vita, la sicurezza delle infrastrutture resta un presupposto non negoziabile. Ignorare segnali di rischio evidenti significa esporsi a conseguenze ben più gravi, mentre affrontarli per tempo rappresenta un atto di responsabilità istituzionale e civile.