SCALEA (CS) – Un quadro accusatorio articolato, costruito nel tempo e ora approdato alla fase decisiva del processo. Ieri, lunedì 3 febbraio 2026, davanti al Tribunale di Catanzaro, il pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha formalizzato le richieste di condanna nell’ambito dell’operazione antidroga che, nel novembre 2024, aveva portato a una serie di arresti a Scalea. Un’indagine che – secondo l’accusa – avrebbe svelato l’esistenza di un presunto sodalizio criminale dedito allo spaccio di stupefacenti, attivo da anni sul Tirreno cosentino.

L’attività investigativa, conclusa il 22 novembre 2024, era stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Scalea. Quattro gli arresti scattati nella fase esecutiva dell’operazione, mentre complessivamente sono 19 le persone coinvolte nell’inchiesta.

Secondo quanto emerso, il gruppo avrebbe operato con una struttura stabile, rifornendosi di sostanze stupefacenti – in prevalenza cocaina – attraverso due canali di approvvigionamento distinti: uno riconducibile all’area napoletana, l’altro al comprensorio di Cetraro.

Le indagini si concentrano su episodi documentati a partire dal 2020 e descrivono un’organizzazione capace di eludere i controlli, di gestire in modo condiviso i proventi illeciti e di disporre di basi logistiche per lo stoccaggio della droga, oltre a sistemi di comunicazione ritenuti funzionali all’attività criminale.

Nove imputati hanno scelto di affrontare il giudizio con il rito abbreviato. Per loro, nella giornata di ieri, il pm della Dda ha depositato le richieste di condanna. Si tratta in gran parte di soggetti residenti a Scalea, con un imputato originario di Cetraro.

Nel dettaglio, l’accusa ha chiesto:
– 8 anni di reclusione per Mattia Finotti (39 anni);
– 8 anni per Simone Finotti (38 anni);
– 11 anni per Renato Grisolia (33 anni);
– 10 anni per Emanuele Mandarano (38 anni), indicato negli atti come “Pomodorino”;
– 1 anno per Alessio Pecoraro (30 anni);
– 9 anni e 8 mesi per Andrea Possidente (33 anni);
– 10 anni per Michele Silvestri (32 anni);
– 8 anni di reclusione per Franco Scorza (58 anni), di Cetraro.

A queste richieste si aggiunge quella più pesante: 18 anni di carcere per Francesco Finotti (43 anni), posizione ritenuta di particolare rilievo nel contesto accusatorio.

Il ventaglio delle contestazioni è ampio. A vario titolo vengono addebitati traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di droga, detenzione illegale di armi comuni da sparo e lesioni personali. Gli inquirenti hanno inoltre ricostruito un episodio di ritorsione nei confronti di un assuntore che avrebbe accumulato debiti per l’acquisto della droga.

Secondo la ricostruzione investigativa, alcuni membri del gruppo avrebbero esploso un colpo d’arma da fuoco a scopo intimidatorio, ritenendo l’atteggiamento della vittima oltraggioso. Un episodio che, nella fase delle indagini, aveva portato a ipotizzare anche l’aggravante del metodo mafioso, elemento che contribuisce a spiegare la severità delle richieste avanzate dall’accusa.