Home Politica Rottamazione-quinquies e tributi locali: l’appello di IdM al Comune di San Lucido

Rottamazione-quinquies e tributi locali: l’appello di IdM al Comune di San Lucido

La segretaria del circolo cittadino, avvocato Donatella Attanasio, chiede una delibera consiliare per estendere la definizione agevolata ai tributi comunali

La sede del Comune di San Lucido

SAN LUCIDO (Cs) – La Legge di Bilancio 2026 apre una finestra importante per cittadini e imprese alle prese con vecchi debiti fiscali. Ma, quando si parla di tributi locali, la possibilità di accedere alla cosiddetta “Rottamazione-quinquies” passa da una scelta politica precisa: una delibera del Consiglio comunale. È su questo punto che si concentra l’iniziativa del circolo locale di IdM di San Lucido, che ha formalmente sollecitato l’Amministrazione a non perdere un’occasione considerata cruciale per il tessuto economico e sociale del territorio.

La Legge 207/2025, manovra di Bilancio per il 2026, ha introdotto la Rottamazione-quinquies consentendo l’estinzione dei debiti fiscali senza sanzioni, interessi di mora e aggio per i carichi riferiti al periodo 2020-2023. Per i tributi erariali, l’adesione è già operativa; per quelli comunali, invece, la norma rimette la decisione agli enti locali. Senza una delibera, IMU, TARI e Canone unico restano esclusi dalla definizione agevolata.

A farsi portavoce della richiesta è Donatella Attanasio, segretaria del circolo cittadino di Italia del Meridione. In una lettera indirizzata al sindaco, al presidente del Consiglio comunale e agli uffici finanziari, Attanasio evidenzia come l’adesione alla Rottamazione-quinquies rappresenterebbe «un fondamentale supporto per i singoli cittadini e per il commercio di vicinato e le piccole e medie imprese», oggi messe sotto pressione dall’aumento dei costi operativi e dalla contrazione dei consumi.

Secondo il circolo IdM, la scelta avrebbe un duplice effetto positivo. Da un lato permetterebbe ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione eliminando sanzioni e interessi spesso divenuti insostenibili; dall’altro garantirebbe all’ente una riscossione più efficace delle entrate pregresse. In particolare, la misura consentirebbe:

  • la rateizzazione fino a 54 rate bimestrali, preservando la liquidità aziendale;
  • lo sblocco del DURC e di altre certificazioni necessarie per accedere a bandi e agevolazioni;
  • una riduzione significativa del contenzioso, con benefici anche per la macchina amministrativa.

Sul piano operativo, il percorso è già tracciato. L’IFEL ha messo a disposizione dei Comuni istruzioni e schemi di regolamento per agevolare l’iter amministrativo. Nonostante ciò, a San Lucido – sottolinea il circolo – non risulta ancora alcuna deliberazione, mentre i termini per l’adesione dei contribuenti sono già aperti. Una situazione che, di fatto, crea una disparità rispetto ai debiti verso lo Stato, per i quali la procedura è già accessibile.

La posizione di Attanasio è netta: l’adesione alla Rottamazione-quinquies si inserisce in una visione di gestione equa e sostenibile delle entrate comunali, capace di sostenere famiglie e attività in difficoltà senza compromettere la stabilità finanziaria dell’ente. L’appello finale è rivolto al sindaco e al Consiglio comunale di San Lucido, affinché compiano «una scelta chiara e responsabile», interpretando la definizione agevolata come un segnale concreto di vicinanza istituzionale in una fase storica ancora segnata da fragilità economiche.

In tempi in cui la finanza locale è chiamata a coniugare rigore e coesione sociale, la Rottamazione-quinquies offre uno strumento già sperimentato nel passato: alleggerire il peso del debito per rimettere in moto l’economia reale. Spetta ora all’Amministrazione decidere se trasformare questa opportunità in una leva di rilancio per la comunità.