PAOLA (Cs) – Battaglia vinta. La riorganizzazione del personale infermieristico del Blocco Operatorio del Presidio ospedaliero di Paola è stata ufficialmente sospesa. A certificarlo è un atto formale della Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, che congela le precedenti disposizioni di servizio – assunte da sottoposti – e blocca, di fatto, il trasferimento di infermieri che avrebbe determinato un grave indebolimento della terapia intensiva dell’ospedale di Paola.
Una decisione che arriva dopo le proteste pubbliche, le prese di posizione delle organizzazioni sindacali e le inchieste giornalistiche di Calabria Inchieste, nonché l’azione politica e istituzionale dell’ex consigliere regionale Graziano Di Natale.
Nel documento, datato 4 febbraio 2026 e firmato dalla Direzione Sanitaria dello Spoke Cetraro-Paola, l’ASP di Cosenza comunica che, a seguito di un incontro con la Direzione Strategica, la disposizione di servizio relativa alla riorganizzazione del personale infermieristico del Blocco Operatorio del Presidio Ospedaliero di Paola è da considerarsi “momentaneamente sospesa”.
Un passaggio chiaro, che interrompe un percorso amministrativo già avviato e che aveva suscitato forti preoccupazioni per la tenuta dei servizi essenziali, in particolare per la terapia intensiva, già messa a dura prova da carenze strutturali e di organico.
Il trasferimento degli infermieri dal Blocco Operatorio avrebbe prodotto, secondo sindacati e operatori sanitari, un depauperamento critico delle competenze in un reparto strategico come la terapia intensiva, con possibili ripercussioni sulla sicurezza dei pazienti e sulla capacità di risposta dell’ospedale.
Un allarme raccolto e rilanciato con forza, che ha costretto l’Azienda sanitaria a richiamare all’ordine i dirigenti locali ed a fare un passo indietro.
Soddisfazione viene espressa dall’ex consigliere regionale Graziano Di Natale, che rivendica il risultato ottenuto: «Abbiamo vinto una battaglia. Una battaglia che nasce dalle denunce, dall’impegno personale, dal lavoro delle organizzazioni sindacali e dal ruolo fondamentale di Calabria Inchieste, che ha acceso i riflettori su una decisione sbagliata.
Con il silenzio assordante di tante istituzioni, in primis, abbiamo comunque portato a casa un risultato importante: il blocco di un provvedimento che avrebbe indebolito la terapia intensiva di Paola. Ne prendiamo atto, ma continueremo a vigilare».
Parole che sottolineano non solo il risultato ottenuto, ma anche il metodo: trasparenza, informazione e pressione pubblica.
La sospensione non equivale a un annullamento definitivo. È, però, un segnale politico e amministrativo rilevante: quando le comunità, i lavoratori e l’informazione fanno fronte comune, anche decisioni già scritte possono essere fermate.
La sanità calabrese resta un terreno fragile, ma questa vicenda dimostra che il passato – fatto di reparti svuotati in silenzio – non è l’unico destino possibile. Il futuro, se governato con responsabilità, può ancora essere corretto in corsa.
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