REGGIO CALABRIA – La città come spazio da pensare, ripensare e restituire alla comunità. È questo il filo conduttore che ha animato “La Comunità e la Città”, l’iniziativa che ha visto protagonisti gli studenti del Polo tecnico professionale “Righi-Boccioni-Fermi” di Reggio Calabria, capaci di attirare l’attenzione delle istituzioni con proposte concrete di rigenerazione urbana e nuovi servizi per il territorio. Un esercizio di cittadinanza attiva che non è rimasto confinato tra i banchi di scuola, ma ha trovato ascolto e interesse negli amministratori locali.

A raccogliere positivamente gli spunti progettuali è stato Giuseppe Marino, consigliere metropolitano delegato, che ha espresso l’intenzione di avviare un percorso istituzionale per consentire alle idee presentate di diventare, nel tempo, opere reali. «Accogliamo con favore gli spunti offerti dagli studenti e li invitiamo a presentare i loro progetti a Palazzo Alvaro e Palazzo San Giorgio, sedi istituzionali competenti, per trasformarli in interventi concreti», ha affermato Marino nel corso dell’incontro.

L’evento, ospitato nella sala conferenze di via Trabocchetto II, ha visto una partecipazione qualificata e trasversale: dalla dirigente scolastica Anna Maria Cama ai rappresentanti della Città Metropolitana e del Comune di Reggio Calabria, fino al mondo universitario, agli ordini professionali, alle associazioni di categoria e agli enti camerali. Un parterre che ha dato ulteriore valore a un confronto autentico tra scuola, istituzioni e società civile.

Nel merito dei progetti, Marino ha sottolineato come molte delle proposte siano non solo interessanti, ma anche realistiche. «Le idee presentate alla città sono utili, realizzabili e alcune stanno già iniziando a prendere forma», ha spiegato, ricordando come in passato progetti nati in ambito accademico siano riusciti a superare il vaglio amministrativo e a tradursi in opere pubbliche. Un percorso tutt’altro che semplice, ha ammesso il consigliere, perché ogni intuizione deve confrontarsi con iter burocratici complessi, tempi lunghi e compatibilità finanziarie.

A dimostrazione che il dialogo tra giovani e istituzioni può produrre risultati tangibili, Marino ha citato l’esperienza del Parco del Vento di Pellaro: un’idea nata da una studentessa del quartiere, recepita dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà (neo consigliere regionale della Calabria), oggi divenuta uno degli scorci più suggestivi del fronte mare reggino. Un esempio virtuoso che rafforza la credibilità del percorso avviato con gli studenti del Righi-Boccioni-Fermi.

Ma il messaggio lanciato nel corso dell’iniziativa va oltre la singola progettualità. «La prima sfida di un istituto scolastico superiore – ha osservato Marino – è aiutare i giovani a comprendere il valore che la loro vita può avere non solo per se stessi, ma per la città in cui vivono». In questa visione, la scuola assume un ruolo centrale nel riconoscere i talenti e nel trasformarli in competenze, professioni e scelte di vita consapevoli.

Il confronto di via Trabocchetto II ha rappresentato, dunque, un punto di arrivo per il percorso di studio degli studenti, ma anche un punto di partenza per le istituzioni. «Ogni persona matura deve contribuire al cambiamento positivo della propria città», ha concluso Marino, ribadendo l’impegno a fare in modo che le idee emerse possano essere valutate e, laddove possibile, recepite dalle amministrazioni competenti.

In una stagione in cui la distanza tra giovani e politica viene spesso data per scontata, l’esperienza reggina racconta un’altra storia: quella di una generazione che osserva il territorio con sguardo critico e propositivo e di istituzioni disposte ad ascoltare. La sfida, ora, è trasformare l’entusiasmo in metodo e le visioni in progetti, affinché la Reggio immaginata dagli studenti possa diventare, passo dopo passo, una città reale, condivisa e migliore.