CATANZARO – Raggiungere il 100% della spesa dei fondi europei non è un traguardo scontato, soprattutto per una regione del Mezzogiorno. Eppure la Calabria ce l’ha fatta. La notizia, certificata nel confronto annuale a Bruxelles con la Commissione europea, segna un passaggio di rilievo per l’agricoltura regionale e per la credibilità amministrativa dell’ente. Un risultato che chiude il Programma di sviluppo rurale (PSR) 2014–2022 e apre la nuova stagione del Complemento di sviluppo rurale (CSR) 2023–2027 con basi più solide.
Il confronto a Bruxelles e il dato politico-amministrativo
Nel corso dell’incontro svoltosi a Bruxelles, l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo ha illustrato i risultati dell’attuazione del PSR 2014–2022, chiuso al 31 dicembre 2025, e lo stato di avanzamento della nuova programmazione. «Abbiamo speso fino all’ultimo centesimo – ha dichiarato – raggiungendo un obiettivo che per certi versi appariva irraggiungibile». Un’affermazione che trova riscontro nei numeri e che colloca la Calabria, oggi, sopra la media nazionale per capacità di spesa.
Alla riunione hanno partecipato i referenti della Direzione generale Agricoltura della Commissione Europea, guidati dal capo dell’Unità Italia Filip Busz, che ha riconosciuto come la Regione abbia conseguito «risultati significativi nonostante gli stereotipi» che storicamente accompagnano le valutazioni sulle performance regionali.
I numeri di una programmazione complessa
Il bilancio del PSR che si chiude restituisce un impatto ampio e diversificato: 424 interventi attivati, 270 mila domande pervenute, oltre 147 mila beneficiari finanziati. Ambiti strategici come i servizi per le aree rurali, l’agricoltura biologica, gli investimenti infrastrutturali, il benessere animale e la cooperazione territoriale hanno trovato concreta attuazione.
Tra gli interventi più significativi figurano 10 milioni di euro destinati agli impianti di trasformazione e commercializzazione, 114 aziende sostenute per agriturismi e fattorie didattiche, 1.270 finanziamenti per nuovi impianti frutticoli e l’insediamento di 1.129 giovani in agricoltura. Sul fronte delle infrastrutture, sono stati finanziati 220 progetti di viabilità rurale e raggiunte 53 mila unità immobiliari con interventi di infrastrutturazione digitale, tra Banda Larga e Ultra Larga.
Non meno rilevanti i risultati ambientali: tutela delle razze animali autoctone, sviluppo dell’apicoltura con circa 60 mila alveari e un incremento consistente delle superfici biologiche, che hanno superato i 140 mila ettari. Un insieme di azioni che racconta una strategia integrata, capace di coniugare competitività, sostenibilità e coesione territoriale.
Il metodo e la governance
Il traguardo, si legge nella nota regionale, è stato reso possibile dalla collaborazione istituzionale con la Commissione europea e dal lavoro del Dipartimento Agricoltura, guidato dal direttore e autorità di gestione Giuseppe Iiritano. Un modello di governance che ha privilegiato monitoraggio, concertazione e rispetto delle scadenze, elementi decisivi per evitare il disimpegno automatico delle risorse.
Lo sguardo avanti: CSR 2023–2027
Nel confronto con la Dg Agri sono stati illustrati i bandi già pubblicati per circa 180 milioni di euro, a sostegno della competitività delle aziende agricole, con particolare attenzione al comparto olivicolo e all’insediamento dei giovani agricoltori. A breve sono attesi nuovi avvisi per investimenti legati al benessere animale, ambientale e forestale per quasi 60 milioni di euro.
Gallo ha evidenziato come il CSR sia frutto di un’intensa attività di concertazione con le organizzazioni agricole e la Commissione europea, introducendo novità rilevanti, tra cui l’incremento dell’intensità di aiuto fino al 75% per alcune misure. Sul fronte olivicolo, le richieste di contributo hanno raggiunto i 120 milioni di euro; per i giovani, risorse che consentiranno l’ingresso immediato di 445 nuovi agricoltori, con un contributo a fondo perduto di 100 mila euro ciascuno.









































