REGGIO CALABRIA – La prevenzione, prima ancora della repressione, resta uno degli strumenti più incisivi per tutelare la sicurezza collettiva e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. È in questa prospettiva che si colloca il bilancio delle attività svolte nel mese di gennaio dalla Polizia di Stato a Reggio Calabria, dove sono state emesse e proposte complessivamente ventisei misure di prevenzione personale, con l’applicazione di due sorveglianze speciali di pubblica sicurezza. Un quadro che restituisce l’immagine di un’azione mirata e costante contro le diverse forme di pericolosità sociale.
Le misure di prevenzione rappresentano un presidio fondamentale dell’ordinamento, poiché consentono di intervenire prima che comportamenti devianti o violenti si traducano in reati più gravi. Nel corso del mese di gennaio, la Polizia di Stato ha fatto ricorso a un ampio ventaglio di strumenti, calibrati sulle specifiche situazioni riscontrate sul territorio reggino.
Tra i provvedimenti adottati figura un Daspo, disposto per condotte antigiuridiche in ambito sportivo, con una durata di un anno. Si tratta di una misura che mira a tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza durante manifestazioni sportive, prevenendo episodi di violenza o turbative che spesso coinvolgono non solo gli impianti, ma anche le aree urbane circostanti.
Accanto a questo, sono stati emessi nove avvisi orali, uno dei quali corredato da ulteriori prescrizioni. Attraverso tali provvedimenti, l’autorità di pubblica sicurezza ha intimato ai destinatari di adottare una condotta conforme alla legge, richiamandoli formalmente alle proprie responsabilità e segnando un confine netto tra legalità e comportamenti a rischio.
Particolare rilievo assumono anche i due fogli di via obbligatori dal Comune di Reggio Calabria, con divieto di ritorno per quattro anni. I destinatari, residenti in Sicilia, erano stati arrestati nel precedente anno per una rapina ai danni di una gioielleria del centro cittadino. L’allontanamento dal territorio comunale si inserisce in una logica di prevenzione mirata, volta a impedire il ripetersi di condotte criminali in contesti già colpiti da episodi di allarme sociale.
Sul fronte della tutela delle persone più esposte, la Polizia di Stato ha inoltre emesso nove provvedimenti di ammonimento nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di atti persecutori e violenza domestica. Misure che assumono un valore non solo repressivo, ma anche simbolico e preventivo, poiché pongono al centro la protezione delle vittime vulnerabili e il contrasto alle dinamiche di abuso all’interno delle relazioni familiari e affettive.
Nel medesimo periodo, la Questura di Reggio Calabria ha presentato al Tribunale – sezione Misure di Prevenzione cinque proposte per l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno. I destinatari sono soggetti ritenuti portatori di pericolosità sociale, sia generica sia qualificata, con particolare riferimento a contesti associativi legati al traffico di stupefacenti e a condotte violente espresse in ambito relazionale.
A conferma dell’efficacia dell’azione proposta, nello stesso arco temporale il Tribunale ha emesso due decreti di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, ciascuno della durata di due anni, nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti in dinamiche di violenza familiare. Provvedimenti che hanno accolto le istanze avanzate dalla Questura, rafforzando il sistema di prevenzione sul territorio.
Il bilancio delle misure adottate a gennaio restituisce l’immagine di una strategia integrata, fondata sulla sinergia tra attività di controllo del territorio e strumenti di prevenzione. Un’azione che non si limita a reprimere, ma punta a riqualificare aree sensibili e a ridurre il rischio di recidiva, con un’attenzione particolare alle vittime più fragili. In un contesto complesso come quello reggino, la prevenzione si conferma così una leva decisiva per costruire sicurezza duratura e coesione sociale.









































