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Sanità nel Pollino-Valle dell’Esaro, l’allarme del PD: «Un deserto sanitario che mette a rischio la salute»

Carlo Guccione chiama alla mobilitazione: il 7 febbraio sit-in a San Marco Argentano per difendere il diritto alla sanità pubblica

Carlo Guccione

SAN MARCO ARGENTANO (Cs) – La sanità territoriale in Calabria torna al centro del dibattito pubblico con toni che non lasciano spazio all’indifferenza. Dati, ritardi e promesse mancate delineano un quadro critico che riguarda in particolare l’area del Pollino e della Valle dell’Esaro, territori vasti e popolosi che oggi rischiano di restare senza servizi essenziali. A lanciare un appello netto è Carlo Guccione, esponente della Direzione nazionale del Partito Democratico, che parla senza mezzi termini di “deserto sanitario” e invita cittadini e istituzioni a una presa di coscienza collettiva.

Ospedali ridotti e servizi in affanno

Uno dei nodi più evidenti riguarda l’ospedale spoke di Castrovillari, che negli anni ha visto una drastica riduzione delle prestazioni. A fronte di 223 posti letto formalmente previsti, quelli effettivamente attivi sono oggi solo 93: meno della metà. Un dato che, da solo, racconta la difficoltà di garantire risposte adeguate a un bacino di utenza ampio, che comprende non solo il centro principale ma numerosi comuni dell’area interna.

La conseguenza è immediata e tangibile: cittadini costretti a lunghi spostamenti, pronto soccorso sotto pressione, tempi di attesa che si allungano. Un modello che resta ospedalocentrico, ma senza la forza strutturale per reggere la domanda.

Case della salute e comunità: cantieri mai partiti

Il quadro si aggrava guardando alle strutture territoriali previste e mai realizzate. A San Marco Argentano una Casa della Salute, finanziata oltre 14 anni fa con più di 9 milioni di euro, non ha mai visto l’avvio dei lavori. Una vicenda simbolo di immobilismo amministrativo, che pesa come un macigno sulla credibilità delle politiche sanitarie regionali.

Situazione analoga per le Case della Comunità di Lungro, Roggiano Gravina e della stessa San Marco Argentano, così come per l’Ospedale di Comunità di Lungro. Strutture legate alla Missione 6 del PNRR che, a soli cinque mesi dalla scadenza, rischiano seriamente di restare sulla carta.

Personale mancante e occasione PNRR

A rendere il quadro ancora più preoccupante è l’incertezza sul piano di assunzioni annunciato: 1.350 unità complessive, tra cui 375 medici e 350 infermieri, considerate indispensabili per il funzionamento delle nuove strutture. Di questo piano, però, non si conoscono tempi e modalità di attuazione. Per Guccione si tratta di “un vero e proprio fallimento”, perché senza personale qualificato ogni investimento infrastrutturale perde significato.

Il PNRR, sottolinea l’esponente dem, rappresenta una grande occasione per la Calabria: quella di costruire una sanità territoriale moderna, capace di superare la logica esclusivamente ospedaliera. Mentre altre regioni italiane hanno già attivato decine di Case della Comunità con servizi reali, la Calabria resta ferma al punto di partenza.

Un’emergenza sociale, non un ritardo tecnico

Secondo Guccione non si è più di fronte a un semplice rallentamento burocratico, ma a una vera emergenza sociale. Se la sanità territoriale non parte, le conseguenze sono già scritte: aumento degli accessi impropri ai pronto soccorso, ospedali sempre più sovraccarichi, crescita dell’emigrazione sanitaria verso il Nord, abbandono delle aree interne e diseguaglianze destinate a diventare irreversibili.

La Missione 6 del PNRR doveva essere la risposta strutturale a questi problemi. Oggi rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata.

L’appello e la mobilitazione

Da qui l’appello alla società civile e alle istituzioni, senza steccati politici. “Non è una questione di maggioranza o opposizione – sostiene Guccione – ma un tema che riguarda ogni famiglia calabrese”. Sindaci, professionisti sanitari, cittadini, associazioni e ordini professionali sono chiamati a una mobilitazione comune.

L’appuntamento è per sabato 7 febbraio, alle ore 10:30, davanti all’ex ospedale di San Marco Argentano, per il sit-in organizzato dal Partito Democratico a difesa del diritto alla salute e della sanità pubblica.

La sanità territoriale non è un elenco di edifici, ma la misura concreta della vicinanza dello Stato ai cittadini. Il rischio, avvertono dal PD, è arrivare alla fine del PNRR con strutture solo sulla carta e una sanità ancora più fragile. Per evitarlo, il tempo delle attese è finito: ora serve consapevolezza, partecipazione e una reazione all’altezza della posta in gioco.