FUSCALDO (Cs) – Quando la comunicazione istituzionale si trasforma in narrazione autoassolutoria, il rischio è uno solo: allontanarsi dalla realtà. È quanto sta accadendo a Fuscaldo – secondo la denuncia del gruppo di minoranza Il Futuro che Vogliano – dove una recente nota della maggioranza comunale (https://www.calabriainchieste.it/2026/02/05/ciclone-harry-e-fuscaldo-tra-realta-dei-fatti-e-polemica-politica/) ha tentato di ridimensionare l’impatto del ciclone Harry, liquidando come “fantasie” e “polemiche infondate” le denunce dell’opposizione (https://www.calabriainchieste.it/2026/02/04/ciclone-harry-e-lemergenza-sulla-costa-tirrenica-fuscaldo-esclusa-dai-primi-interventi-straordinari/). Una lettura che, tuttavia, si scontra con fatti documentati e vissuti quotidianamente da residenti e operatori economici.
«Sostenere che il ciclone Harry non abbia prodotto conseguenze significative significa ignorare l’evidenza», attacca l’opposizione. Che aggiunge: le violente mareggiate hanno colpito il lungomare e l’area delle Messinette, lasciando dietro di sé erosione costiera, accumuli di detriti, tratti impraticabili e la necessità di interventi urgenti di protezione. Segnalazioni dei cittadini, immagini e operazioni tampone confermano una situazione che non può essere archiviata come polemica politica. Minimizzare non cancella i problemi: li rinvia, rendendoli potenzialmente più gravi in un territorio già fragile.
La maggioranza accusa l’opposizione di intervenire solo a mezzo stampa. Un addebito respinto con decisione: i consiglieri di minoranza rivendicano una presenza costante in Consiglio comunale, con interrogazioni, segnalazioni e proposte spesso ignorate. Non manca, inoltre, una nota polemica sul passato: chi oggi governa, quando sedeva all’opposizione, avrebbe collezionato assenze significative dai lavori consiliari. Un rovesciamento di ruoli che alimenta interrogativi sulla coerenza del dibattito democratico.
Al di là dello scontro politico, restano problemi irrisolti che incidono direttamente sulla qualità della vita. Eccoli, elencati dall’opposizione:
- una gestione dell’emergenza idrica segnata da interruzioni e costi crescenti, senza una programmazione definitiva;
- questioni ambientali e di depurazione che tornano ciclicamente, con effetti sull’ecosistema e sull’immagine turistica;
- la vulnerabilità del litorale, mai affrontata con un piano organico di lungo periodo, nonostante l’aumento degli eventi meteo estremi;
- una carenza di manutenzione ordinaria che trasforma ogni perturbazione intensa in emergenza annunciata;
- una gestione delle risorse pubbliche giudicata inefficiente, più orientata al superfluo che alla risoluzione delle criticità strutturali.
Questi nodi non nascono per convenienza politica: sono problemi vissuti dai cittadini e dalle attività economiche. Amministrare significa riconoscerli e affrontarli con responsabilità, non celarli dietro comunicati autocelebrativi. Il confronto, anche duro, è parte della democrazia; la propaganda, invece, rischia solo di allontanare soluzioni concrete. Fuscaldo ha bisogno di verità, programmazione e rispetto. Tutto il resto è rumore di fondo.









































