TREBISACCE (Cs) – Fa discutere la procedura di gara per il servizio di igiene urbana del Comune di Trebisacce, gestita dalla Centrale unica di committenza del Comune di Cassano allo Ionio. Al centro del dibattito c’è la posizione di Ecofap Srl, risultata prima nell’offerta economica con un ribasso del 15,08%, ma destinataria di un punteggio tecnico pari a 30,50 su 70, con uno scostamento di quasi 30 punti rispetto alle prime due classificate. Un divario che la società definisce “oggettivamente anomalo” e che ha aperto una richiesta formale di trasparenza.
Lo sviluppo: i numeri della gara e le anomalie segnalate
Alla procedura hanno partecipato otto operatori economici: Progitec Srl, Ecoross Srl, Ecofap Srl, M.I.A. Srl, Eco.Burgus Srl, SI.ECO Spa, Ecology Green Srl e AL.MA Srl. La Commissione giudicatrice è composta da cinque tecnici: ingegneri e professionisti del settore chiamati a valutare le proposte progettuali.
Il dato che alimenta il confronto pubblico è duplice. Da un lato, Ecofap ha presentato l’offerta economica più vantaggiosa; dall’altro, nella valutazione tecnica ha ottenuto un punteggio sensibilmente inferiore alle attese. In particolare, su otto concorrenti, solo due hanno superato la soglia dei 60 punti tecnici, mentre gli altri sei si sono collocati su valori nettamente più bassi.
Secondo quanto riferito dall’azienda, negli ultimi mesi Ecofap ha partecipato a procedure analoghe nei Comuni di Morano Calabro, Francavilla Marittima, Altomonte e Cassano allo Ionio, ottenendo punteggi tecnici superiori a 60/70 con la medesima struttura organizzativa, lo stesso modello gestionale e standard progettuali analoghi. Un elemento che, a giudizio della società, rende necessario comprendere le ragioni di un ridimensionamento così marcato in una sola procedura.
La richiesta di trasparenza e l’accesso agli atti
Ecofap precisa di non formulare accuse, ma di avanzare una richiesta di chiarezza. Per questo ha presentato formale istanza di accesso agli atti, domandando i verbali di gara, le schede di attribuzione dei punteggi e le relazioni tecniche delle società collocate ai primi posti. L’obiettivo dichiarato è verificare la coerenza dei criteri applicati e l’uniformità delle valutazioni, in un settore — quello dei servizi ambientali — che richiede standard elevati e comparabilità effettiva delle offerte.
Un ulteriore profilo segnalato riguarda la composizione delle commissioni: in alcune delle procedure precedenti, figure tecniche coinvolte risultano presenti anche nella gara di Trebisacce. Un dato che, senza pregiudizi, rafforza la richiesta di motivazioni puntuali e verificabili.
La posizione dell’azienda
A chiarire la linea di Ecofap è il dottor Paolo Fraglica, che ribadisce l’approccio dell’azienda: «Ecofap non si tira indietro. Quando riteniamo che vi siano elementi da chiarire, andiamo fino in fondo». Fraglica richiama inoltre un contenzioso in corso relativo a una precedente procedura, pendente innanzi alla Corte Suprema di Cassazione, a dimostrazione — sostiene — della volontà di difendere le proprie ragioni in ogni sede.
Il punto centrale, ribadisce, non è ottenere favoritismi, ma «uniformità nei criteri di valutazione, motivazioni chiare e rispetto delle regole». Se le differenze di punteggio risulteranno pienamente giustificate, l’azienda afferma che ne prenderà atto; in caso contrario, si riserva di agire nelle sedi competenti.
La vicenda di Trebisacce pone una questione che va oltre il singolo appalto: la necessità che le procedure pubbliche siano non solo corrette, ma anche percepite come tali, grazie a criteri chiari e valutazioni coerenti. In un settore strategico come l’igiene urbana, la trasparenza non è un optional, ma la base della fiducia tra amministrazioni, imprese e cittadini. Come ricorda Fraglica, «la trasparenza non è una concessione: è un dovere pubblico». E, in tempi di attenzione crescente sull’uso delle risorse collettive, è un dovere che chiama tutti alla responsabilità.









































