BORDIGHERA – A Montenero, frazione collinare di Bordighera, una bambina di appena due anni è morta dopo essere stata soccorsa dal personale del 118. Sul suo corpo, però, i sanitari e gli investigatori hanno trovato numerosi lividi. Segni che, secondo il medico legale, non sarebbero compatibili con una semplice caduta accidentale.
Per questo la madre, 43 anni, è stata arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale.
La vicenda si è consumata nel giro di pochi minuti, all’interno di una villetta protetta da una siepe e dotata di sistema di videosorveglianza, in una zona residenziale non lontana da un immobile recentemente confiscato alla criminalità organizzata. La bambina, secondo quanto ricostruito, avrebbe accusato una crisi respiratoria improvvisa.
La madre ha chiamato il 118, ma nonostante l’arrivo dei soccorritori e i tentativi di rianimazione, la piccola è andata in arresto cardiaco e non si è più ripresa.
Fin dai primi momenti, tuttavia, qualcosa non ha convinto gli operatori intervenuti. Sul corpo della bambina erano visibili numerose ecchimosi. Da qui la segnalazione ai carabinieri, che hanno avviato immediatamente gli accertamenti.
La donna, che ha altri due figli di 9 e 10 anni, ha spiegato ai militari che la bambina era caduta dalle scale qualche giorno prima. Un incidente domestico che, secondo la sua versione, non aveva destato particolari preoccupazioni. Nel giorno della tragedia, la madre avrebbe lasciato i tre figli a casa per un breve periodo. Al rientro, ha raccontato agli inquirenti, la bambina non respirava più.
La versione, però, non ha convinto del tutto. La donna è stata accompagnata in caserma, dove è stata interrogata dal sostituto procuratore Veronica Meglio insieme ai carabinieri. Durante l’interrogatorio ha continuato a negare ogni responsabilità, ribadendo la tesi dell’incidente domestico.
Nel frattempo, gli investigatori hanno visionato le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dell’abitazione, alla ricerca di riscontri alle dichiarazioni della madre. Parallelamente, il medico legale incaricato dalla procura ha esaminato il corpo della bambina. Secondo quanto emerso dalla prima relazione, i lividi sarebbero compatibili con colpi volontari, alcuni dei quali inferti con oggetti contundenti.
Un elemento ritenuto determinante dagli inquirenti, che insieme agli esiti delle verifiche sulla videosorveglianza ha portato alla decisione di arrestare la donna con l’accusa di omicidio preterintenzionale. L’ipotesi investigativa è che le lesioni non siano state causate da una caduta, ma da percosse.
La donna potrebbe essere trasferita nel carcere femminile di Genova Pontedecimo, anche se la difesa ha chiesto per lei gli arresti domiciliari. “Abbiamo fatto richiesta di domiciliari presso la residenza del padre della signora – ha dichiarato l’avvocato Laura Corbetta – ma la richiesta è ancora in valutazione. La procura sta aspettando ulteriori elementi di indagine per prendere una decisione”.
Il legale ha ribadito la linea difensiva: “Qui si tratta di una caduta accidentale della bambina e del fatto che la signora non abbia prestato soccorsi, ma in quel momento non sembrava una situazione preoccupante. Fino a ieri sera la bambina stava bene”.
Nelle prossime ore la procura disporrà l’autopsia sul corpo della piccola, un passaggio ritenuto cruciale per chiarire le cause esatte del decesso e la natura delle lesioni. Non si esclude che possano essere ascoltati altri testimoni, mentre proseguono le verifiche sugli elementi raccolti.









































