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Belvedere Marittimo, “Il silenzio è mafia”: forte messaggio di legalità ai Licei Campanella (FOTO)

Il monito di Giuseppe Costanza agli studenti, l’uomo che sedeva accanto a Giovanni Falcone come suo autista

BELVEDERE MARITTIMO (Cs) – Ci sono silenzi che pesano più delle grida. Sono quelli che hanno riempito l’aula dei Licei “Tommaso Campanella“, dove la memoria è diventata preziosa testimonianza. L’occasione è stata l’iniziativa “Il Silenzio è Mafia”, un incontro che ha superato i confini della semplice lezione scolastica per trasformarsi in un potente esercizio di coscienza civile.

Il momento più alto della mattinata è arrivato con le parole di Giuseppe Costanza, l’uomo che sedeva accanto a Giovanni Falcone come suo autista storico e che quel 23 maggio 1992, a Capaci, vide l’inferno con i propri occhi: «Se avessi potuto scegliere, sarei morto al posto di Giovanni Falcone -ha detto  – Forse oggi l’Italia sarebbe un posto migliore».

Una frase capace di scuotere i ragazzi e di restituire il senso di una vita segnata dal dovere e dal sacrificio. Costanza non ha portato solo un racconto, ma il peso di un’eredità che oggi passa nelle mani degli studenti.

L’evento, promosso con la collaborazione della Polizia Locale, ha visto una partecipazione corale delle istituzioni. Presente l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Cascini, con la vicesindaca Francesca Impieri che ha ribadito la linea di confine netta tracciata dalla comunità: «È stato un onore sostenere questo momento. Qui la ’ndrangheta non entra e non entrerà mai».

Al tavolo dei relatori, contributi di altissimo profilo hanno arricchito il dibattito:

Domenico Fiordalisi, Procuratore della Repubblica di Paola; Franco Cassano, dirigente del Commissariato di Paola e il vescovo Stefano Rega, che ha portato il conforto e la visione etica della Chiesa.

La vera sorpresa, però, sono stati gli studenti. Lontani dal cliché dell’apatia, i ragazzi del Campanella hanno seguito ogni intervento con una maturità che fa ben sperare per il futuro del territorio. Dopo l’Inno di Mameli, cantato con visibile emozione, il messaggio è apparso chiaro: la legalità non è un concetto astratto da studiare sui libri, ma una scelta quotidiana di responsabilità.

Un ringraziamento corale è andato alla dirigente scolastica Anna Carnevale e a tutto il corpo docente e amministrativo (citati in particolare Raffaela Sansoni, l’assessore Marco Carrozzino, Anna Cannataro e i consiglieri Massimilla e Cauteruccio) per aver trasformato la scuola, ancora una volta, nel presidio democratico più importante della città.

fiorellasquillaro@calabriainchieste.it