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Cetraro, scontro social e istituzioni: il ruolo del Presidente del Consiglio al centro del dibattito

Dalle critiche sull’erosione costiera al tema della neutralità istituzionale: il confronto tra Cennamo e Matta apre interrogativi sulla guida dell’aula consiliare

CETRARO (Cs) – Lo scontro social tra l’ex sindaco Ermanno Cennamo e l’attuale Presidente del Consiglio, Emanuela Matta, ha acceso i riflettori su una questione che va ben oltre la gestione dell’erosione costiera: il ruolo di chi siede sullo scranno più alto dell’assemblea cittadina.

Il manuale della buona amministrazione vorrebbe che il Presidente del Consiglio fosse il garante di tutti, l’arbitro imparziale capace di pesare le parole. Ma a Cetraro, la dottoressa Matta ha deciso di svestire i panni della neutralità per indossare quelli del “difensore d’ufficio” della Giunta Aieta.

Nel rispondere a muso duro alle critiche di Cennamo – che aveva bollato come “due secchielli di sabbia” il recente intervento sul lungomare – la Presidente non si è limitata a una precisazione tecnica, ma ha contrattaccato con foga politica, rivendicando i successi dell’attuale amministrazione e demolendo l’operato di quella precedente. Un piglio più da assessore ai lavori pubblici che da custode del regolamento dell’aula consiliare.

La presidente del consiglio Emanuela Matta, consapevole di aver rotto l’argine della prassi istituzionale, ha provato a blindare la sua posizione: «Essere Presidente non significa avere un bavaglio», ha tuonato, arrivando a giustificare la sua partecipazione alle riunioni di Giunta come un modo per “garantire” l’attività consiliare.

Tuttavia, il confine tra la libertà di espressione e lo schieramento aperto è sottile, e in questo caso sembra essere stato ampiamente valicato. Se il Presidente diventa il primo avvocato del Sindaco sui social, con quale credibilità potrà domani arbitrare un dibattito acceso in aula tra maggioranza e opposizione?

L’ex sindaco Cennamo, dal canto suo, ha gioco facile nel sollevare il dubbio di legittimità politica: «Sorprende che un organo super partes entri nel merito di questioni prettamente amministrative», sollevando la questione della parzialità.

Cennamo ricostruisce poi la genesi dei 5 milioni di euro del finanziamento regionale, rivendicando la paternità dei lavori e riducendo l’attuale operato a una semplice prosecuzione di quanto già avviato. Ma il dato tecnico, per quanto rilevante, passa in secondo piano di fronte al dato politico: il Consiglio comunale di Cetraro ha oggi una guida che non nasconde il suo tifo per la squadra di governo.

Tra i cittadini che osservano il mare mangiarsi il lungomare, resta l’interrogativo sulla salute delle istituzioni locali: se l’arbitro decide di fare l’attaccante, chi garantisce che la partita in Consiglio comunale sia ancora giocata ad armi pari?

Al di là della questione politica, resta centrale anche un’altra questione: l’intervento di riversamento della sabbia sul lungomare rappresenta una soluzione efficace o solo un provvedimento temporaneo destinato a essere spazzato via alla prossima mareggiata?

Molti cittadini si interrogano sull’utilità reale di questi interventi tampone. In territori costieri strutturalmente esposti all’erosione, la letteratura tecnica e le esperienze di altri comuni indicano la necessità di una pianificazione integrata: opere strutturali, manutenzione costante, monitoraggi scientifici e programmazione pluriennale.

Senza questi elementi, ogni azione rischia di trasformarsi in una risposta emergenziale. E su questo terreno, si misurerà la credibilità di chi governa la città.

fiorellasquillaro@calabriainchieste.it