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Maltempo in Calabria, Tajani: «Aiuteremo i comuni in difficoltà, a cominciare da Corigliano-Rossano e Cassano»

Il vicepremier esprime vicinanza alle popolazioni colpite dagli eventi meteo estremi e assicura il sostegno del Governo ai territori più duramente provati. Circa 500 sfollati dopo la piena del Crati

ROMA – L’ennesima ondata di maltempo che sta investendo il Sud Italia e le Isole riporta al centro dell’agenda nazionale il tema della sicurezza dei territori e della capacità di risposta alle emergenze climatiche. In Calabria, nelle ultime ore, la situazione si è fatta particolarmente critica in diverse aree, con allagamenti, evacuazioni e ingenti danni alle infrastrutture. A intervenire pubblicamente è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha affidato a un messaggio sui social un segnale di vicinanza alle popolazioni colpite e un impegno diretto del Governo.

«Siamo vicini alle popolazioni colpite anche oggi dal maltempo nel Sud e nelle Isole. Aiuteremo i comuni in maggiore difficoltà, a cominciare da Corigliano-Rossano e Cassano allo Ionio in Calabria», ha scritto Tajani, richiamando l’attenzione su due dei territori maggiormente colpiti dall’emergenza in corso. Un messaggio sobrio, ma politicamente significativo, che arriva mentre sul campo continuano le operazioni di soccorso e messa in sicurezza.

Secondo quanto emerso dalle prime ricognizioni, la situazione più delicata riguarda l’area attraversata dal fiume Crati, dove il cedimento degli argini ha provocato estesi allagamenti e costretto all’evacuazione centinaia di persone. Sarebbero circa 500 gli sfollati tra Corigliano-Rossano e Cassano allo Ionio, con famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni per ragioni di sicurezza. Un bilancio provvisorio che restituisce la misura di un evento meteorologico di particolare intensità, inserito in un contesto territoriale storicamente fragile.

Nel suo intervento, il vicepremier ha voluto anche sottolineare il lavoro incessante di chi, fin dalle prime ore dell’emergenza, è impegnato sul fronte dei soccorsi. «Grati ai Vigili del Fuoco, alla Protezione civile e a tutti i soccorritori per il loro incessante lavoro», ha scritto Tajani, riconoscendo il ruolo centrale delle strutture operative che stanno garantendo assistenza alla popolazione, monitoraggio del territorio e interventi di emergenza.

Il messaggio istituzionale si inserisce in una fase complessa, segnata da fenomeni meteorologici sempre più frequenti e violenti, che mettono a dura prova i sistemi di prevenzione e la capacità di adattamento delle comunità locali. La Calabria, come altre regioni del Mezzogiorno, sconta criticità strutturali note: corsi d’acqua non adeguatamente manutenuti, urbanizzazione in aree a rischio, fragilità idrogeologiche accentuate dai cambiamenti climatici.

L’impegno annunciato dal Governo assume dunque un valore che va oltre l’immediata gestione dell’emergenza. Il riferimento all’“aiuto ai comuni in maggiore difficoltà” richiama la necessità di interventi coordinati, sia sul piano delle risorse straordinarie sia su quello della programmazione a medio e lungo termine. In gioco non c’è soltanto il ripristino dei danni, ma la possibilità di rafforzare la resilienza dei territori, investendo in prevenzione, messa in sicurezza e pianificazione.

Nel frattempo, le amministrazioni locali continuano a fare i conti con l’urgenza quotidiana: assistenza agli sfollati, verifica della stabilità degli argini, controllo delle infrastrutture viarie e dei servizi essenziali. Un lavoro silenzioso, spesso lontano dai riflettori, che richiede un costante raccordo tra enti locali, Regione e Governo centrale.

Le parole di Tajani, affidate a un canale diretto e immediato come i social, rispondono anche all’esigenza di rassicurare le comunità colpite, in un momento in cui l’incertezza e la paura rischiano di alimentare un senso di abbandono. La vicinanza istituzionale, tuttavia, sarà misurata soprattutto dalla rapidità e dall’efficacia degli interventi che seguiranno.

Ancora una volta, il maltempo riapre una riflessione più ampia: l’Italia, e in particolare alcune sue aree, non può permettersi di affrontare ogni emergenza come un fatto isolato. La sfida è trasformare la risposta all’evento estremo in un’occasione per rivedere modelli di gestione del territorio e politiche di prevenzione, con uno sguardo che tenga insieme il rispetto delle tradizioni locali e la necessità di soluzioni innovative per il futuro.

In questo equilibrio delicato si gioca la credibilità delle istituzioni e la sicurezza dei cittadini, oggi come domani.